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AstroSamantha: «Ce l’abbiamo fatta, tutto bene»

AstroSamantha: «Ce l’abbiamo fatta, tutto bene»

Riuscito l’attracco in orbita del modulo che trasporta l’impianto diagnostico ideato a Ferrara dai ricercatori Unife

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«Ce l’abbiamo fatta!». Un tweet dell’astronauta italiana Samantha Cristoforetti ha suggellato ieri il successo dell’operazione di aggancio della capsula ‘Dragon’, decollata sabato scorso dalla base Nato di Cape Canaveral, alla Stazione spaziale internazionale (Iss). La conferma che la manovra si era conclusa senza problemi è stata data alle 11.54 ora italiana, dopo due giorni di volo della navicella portata in orbita dal razzo Falcon 9, della Space X.

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La sequenza spaziale, trasmessa in diretta da Nasa Tv, è stata seguita con attenzione anche a Ferrara, dove lavorano alcuni dei ricercatori che hanno inviato in orbita parte della strumentazione destinata agli astronauti della missione Futura 42, tra cui Samantha Cristoforetti, che si sottoporrà ad almeno tre test medici ideati e realizzati in collaborazione con un team guidato dal principal investigator (responsabile scientifico) Paolo Zamboni e dal project manager Algelo Taibi, entrambi dell’Università di Ferrara. «Siamo contentissimi di come stanno andando le cose - è stato il commento di Taibi - La prossima settimana si dovrebbe svolgere il primo esperimento che sarà basato sull’uso del pletismografo».

Il dispositivo, che misura il flusso venoso, è stato opportunamente adattato dai ricercatori ferraresi affinchè possa essere utilizzato nello spazio. Cristoforetti lo indosserà almeno tre volte nel corso della missione in modo da raccogliere dati che saranno incrociati con l’esito di altri test, alcuni già eseguiti e altri pianificati, realizzati con l’utilizzo di un ecodoppler che si trova all’interno dell’Iss. Gli esperimenti progettati a Ferrara puntano a verificare se la circolazione venosa in condizioni di microgravità è correlata con alcuni disturbi che affliggono gli astronauti durante la lunga permanenza nello spazio. leri il veicolo è stato catturato azionando un braccio robotico dal comandante Barry Wilmore che ha agito in tandem con l'astronauta italiana. Nella sua quinta missione (CRS-5), la capsula Dragon ha consegnato sulla stazione orbitale 2,6 tonnellate di rifornimenti e materiali utili per gli esperimenti scientifici.

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