Era una donna risoluta, incitava il figlio a studiare
Non è uno studente modello, e la madre lo sapeva. Parla il vicepreside
CODIGORO. Non è uno studente modello, e la madre lo sapeva. Il ragazzo 16enne che ieri ha scoperto i corpi senza vita dei genitori, frequentava l’Istituto superiore tecnico di Codigoro. E ieri dopo che la notizia del duplice omicidio di Pontelangorino ha fatto il giro dei siti web e delle cronache, nel pomeriggio a scuola non si parlava di altro.
«Sì il ragazzo effettivamente non è venuto a scuola, ma lunedì sì»: ci pensa e poi conferma il vicepreside della scuola Roberto Manzoli e subito con la memoria va alla madre, Nunzia Di Gianni, ai colloqui che aveva avuto con lei per l’andamento scolastico del figlio, alla presenza dello stesso ragazzo: «Mi ricordo di entrambi, all’ultimo colloquio, la mamma ci teneva all’andamento scolastico del figlio, che studiasse un po’ di più». Ma nonostante questo i risultati non erano granché, un po’ scarsi: «Rammento - riprende il vice-preside - che la madre al colloquio ebbe un reazione abbastanza risolutiva, lo aveva redarguito in modo duro, e ci eravamo lasciati con l’impegno di risentirci al più presto».
La mamma voleva da lui un atteggiamento più responsabile, ma come raccontano anche gli amici, è un ragazzo 16enne come tanti, anche se a volte insofferente. Anche a scuola era stato più volte ripreso per questo, ma tutto sommato era come un adolescente qualunque coi problemi di tutti.
Anche «se a casa - spiega il vicepreside - diceva la mamma, il figlio era ubbidiente, dava sempre una mano». Ma pretendeva da lui, come fanno tanti genitori. Una ridigità genitoriale che viene imposta solo e soltanto per il bene dei figli. E tuttavia conclude il vicepreside, seppure in difficoltà con gli studi, «la mamma risoluta come era si attendeva che lui reagisse con maggior responsabilità: ci eravamo lasciati per vederci più avanti nell’anno scolastico».
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