Emergenza salute mentale nella popolazione adolescente
I dati dell’Oms evidenziano problemi sempre più diffusi
Negli ultimi anni la salute mentale degli adolescenti è diventata una vera emergenza. Secondo Oms e Unicef, un adolescente su sette soffre di un disturbo mentale e il suicidio è la seconda causa di morte tra i giovani. In Italia si stima che siano circa due milioni di ragazzi coinvolti, mentre all’ospedale pediatrico "Bambino Gesù" gli accessi in pronto soccorso per motivi psicologici sono aumentati del 500% in dieci anni.
Tra i problemi più diffusi ci sono ansia e depressione, che colpiscono soprattutto tra i 15 e i 19 anni e influenzano scuola, motivazione e relazioni. Seguono i disturbi del comportamento, come Adhd (disturbo da deficit di attenzione - Iperattività), i disturbi della condotta e quelli alimentari, in particolare anoressia e bulimia: l’anoressia è il disturbo mentale con la mortalità più alta.I disturbi del comportamento alimentare (Dca) sono condizioni psicologiche complesse che non riguardano solo l’alimentazione e il peso in sé, ma prima di tutto le emozioni, la percezione di sé e il modo in cui una persona vive il proprio corpo e il proprio valore personale. In crescita anche suicidio e autolesionismo, legati a fattori di rischio come traumi, uso di alcol e sostanze, marchio sociale e impatto dei social.Un aspetto centrale, troppo spesso ignorato, è il ruolo della famiglia. I dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) evidenziano che gran parte del disagio è strettamente legato alla relazione tra l’adolescente e il contesto familiare.
Molti ragazzi faticano a parlare di ciò che provano perché non si sentono compresi o temono il giudizio altrui. E questo non riguarda solo i genitori: anche altri parenti spesso minimizzano il problema, solitamente perché si sentono impreparati, contribuendo però a far sentire l’adolescente ancora più solo. Eppure la famiglia può diventare una parte decisiva del percorso di cura, se riesce a creare uno spazio di ascolto e fiducia. Il suo coinvolgimento è fondamentale nei percorsi terapeutici, ma nella pratica resta ancora spesso sottovalutato. Alla fine, quello che emerge è che gli adolescenti non sono "fragili" per natura: stanno solo cercando di capire chi sono, mentre il mondo intorno corre troppo in fretta. Riconoscere i loro segnali, prenderli sul serio e dare spazio alle loro emozioni è il primo passo per cambiare davvero le cose. Perché crescere può far paura, sì, ma capire quella paura è il modo migliore per non lasciarle il controllo.
Bizzarro Silvana Di Cato Lucia 3ª B
