Informarsi e approfondire per non farsi strumentalizzare
Gli algoritmi manipolano e indirizzano il pensiero della gente
Ogni giorno ci imbattiamo in centinaia di notizie di vario genere, soprattutto grazie all’avvento della tecnologia, che rende disponibile a chiunque l’accesso alla rete di servizi dell’informazione. Nonostante questa sia una grande fortuna, è importante riuscire a trovare il fulcro della notizia, senza essere sviati dalla soggettività dei singoli articoli. È bene ricordare che su ogni evento vengono scritti vari articoli diversi e da ciascuno di questi traspare una visione diversa dei fatti raccontati, quindi è importante cercare di ricostruire l’informazione più veritiera. A questo proposito è bene stare attenti ad alcuni fenomeni, come la manipolazione e la strumentalizzazione dell’informazione e il funzionamento dell’algoritmo.
Herbert Franke, scrittore di fantascienza, sosteneva che: "Quando subiamo una manipolazione, nella maggior parte dei casi dobbiamo intendere un’influenza mentale esercitata segretamente, di conseguenza a scapito di coloro verso i quali è indirizzata". Il quotidiano online "CriticaMente" (www.criticamente.com) nel 2010 scriveva: "Secondo l’opinione degli scienziati, la manipolazione si rende necessaria quando lo Stato è interessato a rendere popolari certe idee, cercando di creare delle fondamenta ideologiche per giustificare determinate misure d’influenza».È noto come varie testate giornalistiche italiane siano schierate politicamente, quindi gli articoli scritti da questi quotidiani non si possono considerare completamente oggettivi, in quanto influenzati dalla linea editoriale indicata - lo dice la parola stessa - dall’editore tramite i direttori. A volte l’orientamento politico può condurre a forme di manipolazione dell’informazione come avvenne in seguito agli avvenimenti della strage di Piazza Fontana nel 1969. Subito dopo l’attentato, settori deviati dei servizi segreti e parte delle forze dell’ordine orientarono deliberatamente l’attenzione su una falsa pista anarchica, nonostante mancassero prove.
Molti giornali rilanciarono questa versione in modo acritico, trasformando figure come Pietro Valpreda (anarchico coinvolto nella strage) nel "colpevole ideale". In realtà, le indagini successive e le sentenze hanno accertato che l’attentato fu opera di gruppi neofascisti, mentre la narrazione iniziale servì a indirizzare l’opinione pubblica, creare paura e distogliere l’attenzione dai responsabili: un caso emblematico di manipolazione dell’informazione durante la strategia della tensione, una tecnica usata per creare paura e instabilità sociale e indirizzare l’opinione pubblica verso soluzioni autoritarie o rafforzare l’idea che lo Stato debba adottare misure più repressive, spesso attribuendo le responsabilità a gruppi considerati "nemici interni". Un altro mezzo utilizzato per controllare e coordinare le notizie è la strumentalizzazione. Il dizionario De Mauro descrive la strumentalizzare come il "considerare qualcosa o qualcuno come uno strumento, servendosene per i propri scopi". Nell’ambito dell’informazione consiste nel servirsi di una situazione o di un fatto come mezzo per conseguire un determinato fine non dichiarato.
Viene spesso utilizzata da alcuni politici, che come scopo hanno quello di indirizzare l’informazione attraverso la strumentalizzazione con informazioni estrapolate dal loro contesto originario, divulgate sui social, accompagnate da slogan. Un esempio può essere quello dei post sulle piattaforme digitali, che vengono appositamente creati per provocare un forte impatto, utilizzando emozioni qualirabbia e indignazione. I social sono un mezzo di comunicazione che raggiunge più persone rispetto ai giornali cartacei, soprattutto le nuove generazioni, per questo sono una delle maggiori piattaforme utilizzate per la manipolazione e la strumentalizzazione dell’informazione. A questo proposito è importante ricordare come questi siano gestiti da diversi algoritmi. Con questo termine si indica l’insieme di istruzioni che l’IA (acronimo di "Intelligenza Artificiale") utilizza per dare informazioni personalizzate all’utente, il quale, attraverso le domande che pone e le reazioni alle risposte che riceve, contribuisce a sua volta ad addestrarne i modelli. Ciò significa che l’algoritmo, basandosi sull’interazione dei vari utenti su una piattaforma, impara a riconoscere i contenuti che, essendo spesso assai sensazionalistici, hanno sovente un numero di visualizzazioni molto elevato, e per questo vengono mostrati in primo piano.Questo spiega la forte presenza di grandi titoli, immagini forti, che attirino, in modo tale da portare il proprio articolo o il proprio post in cima alle classifiche degli algoritmi.
Così non spiccano più gli articoli che riportano il vero o sviluppano un pensiero critico oppure alimentano il confronto democratico, ma quelli che attirano di più l’attenzione, qualunque sia il loro contenuto ed eventualmente polarizzano il dibattito. Ma quindi, come ci si può difendere da questa marea di articoli clickbait (o articoli acchiappa click)? Innanzitutto è di fondamentale importanza diffidare delle notizie con titoli che generano suspence con l’unico obiettivo di attirare l’utente. Bisognerebbe poi tener presente che ciascun giornale, sia cartaceo sia online, può presentare un avvenimento sotto una luce diversa: sta a noi fruitori informarci attraverso più fonti, in modo da poter sviluppare un nostro pensiero che sia quanto più critico ed indipendente dalla propaganda.
Giovanna Grata, Mattia Cazzola, Ludovico Pariniclasse 3B liceo Ariosto