La Carmen del Ballet de Tunis, spettacolo contro la violenza di genere
Diritti e riflessioni sotto i riflettori
Non era il 25 novembre ma il 19 ottobre, tuttavia il messaggio dello spettacolo di danza a cui abbiamo assistito al Teatro Comunale di Ferrara era senza dubbio a sostegno delle donne vittime di violenza, ricordate durante la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. In occasione del Festival di Danza Contemporanea è stata infatti messa in scena l’opera "Carmen" dal corpo di ballo del Théâtre de l’Opéra de Tunis. Il palcoscenico del teatro si è acceso grazie alla forza e all’energia delle coreografie di Abou Lagraa, coreografo francese della compagnia.Quella che è stata messa in scena è una rielaborazione dell’opera originale (rappresentata per la prima volta a Parigi nel 1875).
Ma chi è Carmen?Carmen, da cui l’opera prende il nome, è la protagonista dell’opera lirica di Georges Bizet. È una bellissima e sensuale gitana della Spagna del XIX secolo, che vuole essere padrona della propria vita. Libera, seducente e indipendente, tutte caratteristiche che la rendono una donna scandalosa e "scomoda" per la sua epoca: per questo si scontrerà con la brutalità maschile e morirà.L’opera della Carmen è una storia tragica, di passione e gelosia, incentrata sulla relazione tra Carmen e il soldato Don José. Nella Siviglia del 1820, la vita di Don José viene sconvolta fatalmente dall’incontro con la bellissima e affascinante gitana. La sua infatuazione è talmente forte da fargli dimenticare il suo amore verso la promessa sposa Micaela e la sua carriera militare. L’amore tra Don José e Carmen è destinato a durare poco e degenera a causa delle divergenze che si fanno sempre più forti. Quando lui è costretto ad abbandonare Carmen dopo la morte della madre, un giovane prode, Escamillo, si invaghisce della gitana e quest’ultima cede alle sue adulazioni. Durante la corrida di Siviglia, Don José e Carmen si incontrano di nuovo: lui ormai in rovina e lei innamorata di Escamillo. Lui le propone di provare a ricostruire una vita insieme, ma lei rifiuta categoricamente. Il suo rifiuto coincide con la sua condanna a morte: folle di gelosia, Don Josè la uccide con un pugnale.
Chi è Carmen oggi? Le donne che subiscono atti di violenza di genere e tutte quelle vittime di femminicidio sono le Carmen dei nostri giorni. Purtroppo, accade ancora oggi troppo frequentemente che il rifiuto di una donna nei confronti di un uomo susciti in lui una reazione violenta, che troppo spesso sfocia nella sua uccisione. Come dichiarato dallo stesso coreografo Lagraa, il femminicidio nella sua messa in scena della Carmen non è stato rappresentato, in quanto la sua è una rielaborazione anticonvenzionale che si oppone categoricamente alla violenza di genere.«Per me, il personaggio di Carmen non è solo un corpo idealizzato, desiderato dagli uomini. Rappresenta soprattutto la libertà. E se, nella versione di Georges Bizet, la sua libertà la conduce alla morte, per me è insopportabile accettare il femminicidio di Carmen. Uomini e donne sono uguali, liberi e solidali. Siamo tutti Carmen». Queste sono le parole di Lagraa: tutti i ballerini, sia uomini sia donne, hanno interpretato il ruolo della Carmen. Sulla scena tutti gli interpreti hanno danzato portando con sé una rosa rossa, l’emblema del potere seduttivo di Carmen, che sfida il suo tragico destino.Il balletto si è concluso con l’entrata in scena dell’altro oggetto "chiave" dell’opera: il pugnale che uccide Carmen.
Come protesta verso il triste e ingiusto finale tragico delle donne vittime di violenza, il pugnale nella coreografia di Lagraa non ha commesso il femminicidio, ma è stato gettato inerte sul pavimento.Si può quindi affermare che la rielaborazione portata in scena dal Ballet de Tunis è una denuncia contro la violenza di genere e rappresenta soprattutto la volontà di mettere un punto al tema del femminicidio che sta continuando a interessare il nostro Paese: se la Carmen di Bizet è una donna emancipata, ma destinata alla morte per questa sua libertà, Lagraa decide di non riportare sul palco questa stessa idea, affermando piuttosto l’uguaglianza e la solidarietà tra uomini e donne. Attraverso la danza, lo scandalo e la modernità di quest’opera (che non smette mai di sedurre), sono stati rappresentati egregiamente dalle ballerine e i ballerini che, interpretando tutti Carmen, hanno dato voce al dolore e alla sofferenza di tutte le donne vittime di violenza. Questa serata magica, tra passi tersicorei e libertà, ha suscitato grande commozione e ammirazione nel pubblico. Anche noi abbiamo avuto modo di assistere a questo spettacolo innovativo, spinte dalla nostra comune passione per la danza: la scelta del coreografo di non allestire la scenografia ci ha permesso di apprezzare maggiormente l’ensemble dei costumi elaborati, il gioco di luci e le movenze dei ballerini. L’insieme è stato reso ancora più coinvolgente dal riadattamento in chiave contemporanea delle musiche. Il moderno linguaggio artistico dello spettacolo ci ha molto toccato e ci ha permesso di fare una riflessione sul tema della violenza sulla donna, che grazie alla rielaborazione di Lagraa è stato il cuore della bellissima ed emozionante serata.
Anna De Candia e Anita Martino 3B