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Musica, società e tech: dal Paleolitico a Spotify

Musica, società e tech: dal Paleolitico a Spotify

Costi e benefici del progresso tecnologico in campo musicale. La funzione sociale delle canzoni ridotta dall’individualismo

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Come può la musica unire persone diverse, trasformando emozioni individuali in un’esperienza collettiva? La musica è sempre stata un mezzo di identificazione e una forma di espressione sociale sin dagli albori: nacque nel Paleolitico come elemento di socializzazione e comunicazione tra gli esseri umani. Secoli dopo si sviluppò in Grecia come una forma d’arte che comprendeva la poesia e la danza. Veniva praticata da due figure: gli aedi e i rapsodi, che si occupavano di trasmettere i valori degli uomini dell’antichità per fornire agli spettatori modelli esemplari di vita da seguire attraverso la declamazione di miti, accompagnati da strumenti come la lira, la cetra e l’aulos. Inoltre, all’interno di questa società, la musica veniva usata come momento di aggregazione del popolo durante le festività religiose per le gare teatrali. Le rappresentazioni teatrali, per mezzo della catarsi, rendevano possibile la purificazione dell’anima e inducevano alla meditazione e alla riflessione, come sostiene Aristotele nella Politica; nella Poetica invece la catarsi viene espressa, dallo stesso autore, come il liberatorio distacco dalle passioni tramite le forti vicende rappresentate nelle scene della tragedia.

Dal III secolo a.C. la musica divenne parte integrante della cultura romana assumendo un ruolo più pratico e celebrativo: accompagnava l’esercito in marcia, le cerimonie religiose, gli spettacoli teatrali, come quelli dei gladiatori, e i banchetti. La cultura romana venne influenzata da quella greca, ereditandone il sistema musicale, gli usi, le forme e la teoria, mantenendo però la propria mentalità. La musica romana fu più vivace e assorbì elementi di origine italica. Dal XV al XVI secolo, nel periodo rinascimentale, nacque la stampa musicale che permise una maggiore diffusione del repertorio e del sapere musicale. In questo periodo si svilupparono principalmente due forme musicali profane che dimostrarono un cambio di mentalità a causa della diffusione dell’Umanesimo: il madrigale e la frottola. Entrambe erano caratterizzate dalla polifonia, ma trattavano temi differenti. Si diffuse anche l’opera che fu inizialmente un momento di aggregazione sociale tra i più colti e successivamente estesa a tutte le classi sociali, diventando un’occasione di dialogo culturale e sociale. Un altro momento in Italia nel quale la musica svolse un ruolo cruciale fu quello del movimento del Sessantotto che nacque a metà degli anni Sessanta negli Stati Uniti e raggiunse la massima espansione nel 1968 in Europa Occidentale. In Italia la contestazione avvenne sia al Festival di Sanremo di quell’anno sia nelle piazze.

Artisti come Fabrizio De André e Francesco Guccini divennero la voce dei giovani che si ribellano alla società ingiusta e autoritaria dell’epoca. Anche i Beatles, nel Regno Unito, presero parte a questo movimento sociale con la loro musica considerata sperimentale, in linea con il clima di protesta. Le loro canzoni contenevano messaggi di pace e amore per i diritti civili. Nel 1964 all’Università di Berkeley gli studenti si schierarono contro la guerra del Vietnam a favore delle battaglie per i diritti civili. Gli obiettivi di questi movimenti erano una radicale trasformazione della società sulla base del principio di uguaglianza. Bob Dylan fu una figura centrale nel movimento di protesta degli anni ’60. Le sue canzoni, come "Blowin’In the Wind" e "The Times They Are A Changin", divennero un inno ai diritti civili e al pacifismo ispirando la società con messaggi di condanna della guerra del Vietnam. Trattava temi come la giustizia, l’uguaglianza e il conflitto generazionale unendo le persone attorno ad ideali condivisi. Nel 1985 i compositori Michael Jackson e Lionel Richie, insieme ad altri cantanti iconici degli anni ’80 come Bette Midler, lo stesso Bob Dylan, Tina Turner, Bruce Springsteen e Stevie Wonder presero parte al brano "We Are the World" realizzato a scopo benefico: i fondi raccolti con questa registrazione furono devoluti alla popolazione dell’Etiopia afflitta da una carestia. Questo singolo raggiunse la vetta delle classifiche, tra cui quella di Billboard, in tutto il mondo, diventando il brano più venduto della storia della musica, ricevendo anche quattro Grammy Award.

Lo scorso anno venne pubblicato su Netflix il documentario che tracciava il racconto della realizzazione dello stesso brano e il dietro le quinte dell’evento. Questo testimonia quanto sia stato un evento memorabile che ha lasciato il segno all’interno dell’intera società e che viene ricordato ancora oggi. Di questa esibizione venne fatto un videoclip: sia le riprese sia la registrazione si svolsero in una sola notte. La canzone fu interpretata per la prima volta al concerto del Live Aid del 13 luglio 1985 al JFK Stadium di Philadelphia per la stessa lotta contro la carestia dell’Etiopia. Anche questo concerto venne trasmesso in diretta in centocinquanta nazioni diverse tra cui l’Italia. Alcuni cantanti che vi parteciparono furono Madonna, Freddie Mercury, Phil Collins, Tina Turner. Oggi la musica ha assunto un ruolo diverso all’interno della società. Le tracce delle canzoni si concentrano di più su esperienze individuali che su tematiche collettive generazionali. Questo individualismo ebbe inizio negli anni ’80 con l’uscita del walkman. Il suo inventore inserì due jack per dare la possibilità di ascoltare la stessa musica a due persone contemporaneamente, poiché aveva colto il rischio di un eccessivo individualismo, ma nella maggior parte dei casi non venne sfruttata questa possibilità. Anche nel decennio successivo la fruizione individuale della musica venne portata avanti dall’avvento del cd che rese l’esperienza sia personale sia condivisibile in determinate situazioni. Dagli anni 2000 questo fenomeno continuò con la diffusione dell’Ipod che non fu più prodotto a partire dal 2022; oggi la riproduzione avviene attraverso piattaforme come Spotify. La musica quindi nel corso degli anni ha subito cambiamenti dovuti alla modernizzazione tecnologica e la sua funzione sociale si è fortemente ridimensionata.

Diletta Artini Swami Secchieri3B liceo Ariosto