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Il dato

Streaming, social e pigrizia: difficile la situazione dei cinema

Streaming, social e pigrizia: difficile la situazione dei cinema

Il grande schermo lotta con nuove tecnologie e abitudini

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È vero che nessuno va più al cinema? Alcuni studenti del Liceo Ariosto se lo sono chiesti, e questo è ciò che hanno scoperto.Negli ultimi anni è stato registrato un calo graduale nell’affluenza nelle sale. Tra il 2023 e il 2024 Cinetel ha registrato una riduzione di circa un milione di ingressi, ma perché?Le cause sono diverse: prima fra tutte la presenza di servizi di streaming, legali e non, che talvolta permettono di vedere i film persino in contemporanea all’uscita nelle sale, come è successo per il film "Frankenstein" (Guillermo del Toro, 2025), e che giustificano quindi la diminuzione di biglietti strappati. Ma soprattutto, si può usufruire dello streaming più comodamente da casa propria, gratuitamente o comunque spendendo meno.

Queste preferenze sono dettate da un tipo di mentalità che ha iniziato a prendere piede circa nel 2007, quando Netflix passò da noleggiare DVD a offrire anche il VOD, lo streaming on demand per cui è famoso oggi. A tutto ciò si unisce un aumento dei prezzi dei biglietti, senza contare poi il costo di cibo e bevande, ovviamente non inclusi. Dunque, ci rendiamo sempre più conto del fatto che la comodità e il fattore economico sono due aspetti che non è possibile ignorare, soprattutto se parliamo di ragazzi: molti non riescono a spostarsi autonomamente né guadagnano lavorando, per cui risulta più conveniente per loro stare a casa.Per avere un quadro più preciso e tecnico abbiamo contattato la direttrice del Notorious cinema di Ferrara Micol Trinchero, che, forte della sua esperienza nel settore, è riuscita a fornirci una preziosa testimonianza riguardo alla trasformazione subita dal cinema negli ultimi tempi: ci ha parlato di certe usanze che ora sono andate perse: «Vi erano "abitudini" ormai consolidate come trascorrere il pomeriggio di Natale e del giorno di Santo Stefano al cinema, per vedere il film di animazione di Natale o il cinepanettone. Ricordo le sale piene e le lunghe file alle biglietterie».

Ha quindi proseguito: «Negli ultimi anni l’affluenza è stata meno influenzata dalle abitudini piuttosto che dal titolo. Mi viene in mente "Avatar" di James Cameron nel 2009 in 3D che fece 4,5 milioni di presenze e più recentemente "Barbie" di Greta Gerwig, con oltre 2,5 milioni di presenze».Ma cosa ne pensano i ragazzi? Abbiamo somministrato un sondaggio a un centinaio di studenti di ogni età del nostro istituto per conoscere la loro opinione.Abbiamo chiesto con quale frequenza vadano al cinema. I dati ottenuti si sono rivelati tutto sommato in linea con le nostre aspettative. La maggior parte degli studenti afferma di andare al cinema solo per occasioni speciali, un paio di volte all’anno. Subito dopo troviamo chi va al cinema circa una volta al mese e chi ci va una volta all’anno. Solo una piccola minoranza frequenta il cinema ogni settimana. Insomma, per i giovani il cinema è un’esperienza perlopiù episodica che solo in rarissimi casi diventa un’abitudine.C’è chi potrebbe pensare che questo fenomeno sia dovuto a un calo della qualità dell’offerta cinematografica. Abbiamo dunque inserito nel sondaggio una domanda a riguardo. Le risposte ottenute non hanno mostrato una tendenza netta: c’è un sottile divario tra chi preferisce i film contemporanei (40%) e chi i film del passato (35%).

Il resto non ha espresso preferenze.Ma ciò che ci sta davvero a cuore è riportare le testimonianze dirette dei nostri coetanei: numerosi studenti ritengono che l’arte del cinema non sia più apprezzata; c’è chi pensa che si tenda a «focalizzare l’ interesse sui social media, piattaforme all’insegna della nostra quotidianità che usano esclusivamente video brevi e che ci condannano ad una progressiva perdita di concentrazione, che servirebbe invece per vedere un intero film»; per altri «andare al cinema nell’era dello streaming è come andare al ristorante avendo un cuoco a casa: non ne vale la pena», per altri ancora «la pigrizia ha preso il sopravvento».Il cinema è un luogo che sta perdendo il suo valore nella società, sopraffatto da cambiamenti di mentalità. Bisogna intervenire affinché possa tornare ad essere quel luogo magico di ritrovo che ha unito ed emozionato milioni di persone.

Alessandro Godano, Camilla Occhiali Riccardo Pinotti 3 ªB