La Nuova Ferrara

Il report

Trafficking, schiavi sfruttati: i minorenni sono il 40%

Trafficking, schiavi sfruttati: i minorenni sono il 40%

Sfruttamento sessuale fonte più redditizia dei trafficanti

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Secondo l’Oil (Organizzazione Internazionale del Lavoro), il 43% delle vittime di trafficking è oggetto di sfruttamento sessuale, attività che produce la più alta fonte di reddito per i traffickers. Trafficking, come definito dal Parlamento europeo, è l’insieme delle azioni atte a reclutare, trasportare, trasferire, dare rifugio, accogliere persone attraverso la forza, la frode, l’inganno, con l’obiettivo di sfruttarle a scopo di lucro. Secondo l’Arma dei Carabinieri le rotte dei traffickers sono concentrate in due zone principali ovvero l’Est Europa e l’Africa subsahariana. La prima, caratterizzata dalla violenza delle organizzazioni criminali, si occupa di trasferire le vittime attraverso due rotte che passano per i Balcani e poi per il mar Adriatico o per l’Europa Centrale e le Alpi. La seconda parte dalla Nigeria dove i traffickers utilizzano non solo la violenza fisica, ma anche quella psicologica legata alla religione. Infatti è frequente l’utilizzo del rito juju, tipico della zona della Nigeria, che lega i traffickers alle vittime di tratta per mezzo di credenze religiose e possibili vendette contro di loro e le famiglie, se non pagano il debito contratto per arrivare in Italia. In questo caso le vittime diventano schiavi, poiché hanno bisogno di guadagnare molto denaro in poco tempo per poter riscattare la loro libertà e quella delle loro famiglie.

Il trafficking legato alla prostituzione non risparmia neanche i minori: il rapporto Piccoli Schiavi Invisibili di Save the Children del 2024 evidenzia che quasi il 40% delle vittime di tratta identificate sono minorenni (quasi 30.000 soggetti coinvolti), molti dei quali impiegati nell’ambito sessuale. Nel rapporto di quest’anno, Save the Children individua nuovi metodi di adescamento dei minori online, distinguendo tra il Cyber-enabled trafficking (attività di trafficking agevolate dal mondo online) e il Cyber-dependent trafficking (attività di trafficking nate completamente online anche con l’aiuto di intelligenza artificiale e servizi di streaming), anche se la differenza tra loro si sta riducendo e sono entrambi in espansione rispetto agli anni scorsi.Inoltre anche l’adescamento vero e proprio è sempre più condizionato dal mondo online: ad esempio, tra le metodologie più diffuse, possiamo trovare il grooming online, cioè la relazione tra un adulto e un minore con l’utilizzo di un affetto simulato finalizzato ad ottenere atti sessuali, con tempi di affermazione estremamente ridotti; i lover boys invece sono giovani adulti che, instaurando relazioni sentimentali, manipolano le loro vittime con ricatti di natura sessuale, sfruttamento sessuale e adescamento da parte della vittima di altre persone da includere nel sistema.

A questo proposito si è espressa Silvia Maria Tâbuscâ, docente di diritto e direttrice del Centro per i Diritti Umani e Migrazione dell’Università Rumeno-Americana e collaboratrice di vari enti dell’Onu, nel rapporto Save the Children Piccoli Schiavi Invisibili del 2025 : «Il fenomeno dei lover boys è centrale nella nuova stagione della tratta minorile in Europa e colpisce in particolare le giovani tra i 12 e i 14 anni, un’età in cui emergono i primi sentimenti romantici, le emozioni sono particolarmente intense e il rischio di manipolazione è elevato».Il reato di trafficking è previsto dall’articolo 600 del Codice Penale, che punisce chiunque eserciti un potere simile a quello della proprietà privata, sottolineando la condizione di schiavitù in cui sono ridotte le vittime di questo fenomeno ancora molto diffuso.La situazione attuale dunque è questa: un mondo di superficie che sta tentando di limitare il fenomeno di trafficking e un mondo sommerso ma visibile che invece trova nel trafficking una delle più grandi possibilità di profitto, sfruttando le difficoltà degli ultimi e di coloro che non hanno altre possibilità e la diffusione sempre più capillare della tecnologia sia tra i giovani che tra gli adulti.