La stregoneria del fumo: sempre più tabagisti
Tanti adolescenti fanno acquisti in negozio anche se è vietato. La morale è subordinata al guadagno e il mercato è fiorente
Ferrara Tra noi giovani è ormai normale fumare: si va dai tabacchi classici fino alle sigarette elettroniche. A volte ragazzi poco più che maggiorenni passano ad altri minorenni tali prodotti, ma altre volte sono i negozianti stessi, facendosi ingannare dalle appartenenze o non ponendosi alcun problema, ad essere consapevoli di star vendendo queste sostanze ad un adolescente. Si potrebbe anche pensare che qualcuno ci lucra pure, magari evitando di fare uno scontrino proprio per non avere traccia di ciò che è accaduto, sfruttando al meglio la voglia del cliente under 18 di comprare.
Tutto questo rende di fatto estremamente facile ai giovanissimi la reperibilità di tali prodotti e sta creando nell’ultimo periodo una grave piaga che di anno in anno si aggrava sempre di più. Addirittura ci sono casi di bambini che già alle elementari iniziano a fumare, ad esempio, le puff.Le puff, conosciute anche come sigarette elettroniche monouso, sono diventate sempre più popolari tra i giovani, attratti dalle numerose varianti di sapori, colori e forme.Tuttavia, il problema principale è il contenuto di nicotina in molte di esse e l’elevato potenziale di dipendenza, dato che in poco tempo chi le fuma assume parecchia sostanza che li rende poi dipendenti. Alcuni modelli contengono addirittura un livello di nicotina spaventoso se paragonato alle sigarette normali. Le sostanze presenti nelle sigarette elettroniche sono dannose per la salute orale. Quando si fumano, il liquido a base di nicotina viene riscaldato e produce aerosol e, visto che non emana fumo, i genitori e gli insegnanti non riescono a capire, nemmeno dall’odore, se un adolescente è un tabagista.Oltre alla nicotina, il liquido delle sigarette elettroniche può contenere sostanze chimiche potenzialmente dannose, per esempio gli umettanti, come il glicole propilenico o la glicerina, in grado di irritare la gengiva e il parodonto, o di causare allergie che possono favorire l’insorgenza di patologie alle vie respiratorie.
Le sigarette elettroniche possono inoltre contenere nichel e piombo, due sostanze potenzialmente cancerogene. Trattandosi di un prodotto nuovo, il mercato è poco controllato: gran parte di queste sigarette è prodotta in Cina e non è chiaro che cosa contengano esattamente. Un provvedimento che potrebbe eventualmente tamponare questo problema è qualche controllo più approfondito sull’età degli acquirenti da parte dei tabaccai, ma soprattutto di quelli che vendono sigarette elettroniche. Immaginate se un giorno fosse vostro/a figlio/a, data la facile accessibilità, a cadere in questo circolo vizioso? Mentre lui/lei, inconsapevole o comunque ancora non abbastanza maturo per capire ciò che sta facendo, compra tali prodotti, dietro al bancone c’è un adulto, consapevole di ciò che sta vendendo, ma comunque ancora più immaturo di chi ha davanti. Uno spreco di soldi e un grosso danno alla salute di tutti.
Antonio Pratilloclasse 3S liceo Ariosto