Più Libri più liberi, contestato l’editore Passaggio al Bosco
Le accuse: «Titoli che celebrano l’apologia fascista»
Ferrar Alla fiera "Più Libri Più Liberi" di Roma, la presenza della casa editrice Passaggio al Bosco ha scatenato una protesta nel mondo culturale italiano. La partecipazione dell’editore alla fiera, che si è svolta alla Nuvola dell’Eur dal 4 all’8 dicembre, è stata criticata da oltre ottanta autori, tra cui Zerocalcare e Alessandro Barbero, che hanno firmato un appello contro lo stand, accusando l’editore di pubblicare titoli che celebrano figure legate al fascismo e all’antisemitismo. Secondo la lettera diffusa dai firmatari, il catalogo dell’editore si basa in larga parte sulla «esaltazione di esperienze e figure fondanti del pantheon nazifascista e antisemita», citando, ad esempio, pamphlet e testi relativi a protagonisti storici come Leon Degrelle e Corneliu Zelea Codreanu. La reazione degli autori non si è limitata alle firme: il noto fumettista Zerocalcare ha annunciato pubblicamente che non parteciperà alla fiera, spiegando di non voler condividere spazi con chi diffonde ideologie così controverse, definendo la situazione «una specie di campo minato».
L’Associazione Italiana Editori (Aie), organizzatrice della manifestazione, ha respinto le richieste di esclusione, ricordando che ogni espositore aderisce ai valori della Costituzione e che la fiera deve restare un luogo aperto, anche a idee che non si condividono, purché nel rispetto della legge.La protesta ha coinvolto anche altre realtà editoriali presenti alla fiera: alcune case editrici hanno deciso di oscurare i propri stand con teli neri per mezz’ora, come forma di dissenso contro la presenza di Passaggio al Bosco. La vicenda ha riportato al centro del dibattito pubblico italiano la questione delle idee estremiste e del confine tra pluralismo culturale e apologia di ideologie condannate dalla Costituzione, trasformando la fiera in uno specchio delle tensioni più ampie nella società.
Malak Morad