«Vogliamo solo arrivare a scuola in perfetto orario»
Il bus alle volte è l’unico mezzo di trasporto per molti studenti. «Gli autisti sono gentili, ma sulla puntualità bisogna migliorare»
Ferrara Il sistema dei trasporti pubblici ferrarese è di nuovo al centro delle polemiche. Tra sciopero Tper, ritardi quotidiani e corriere sovraffollate, migliaia di studenti e lavoratori si trovano ogni giorno a fronteggiare un servizio considerato inefficiente, soprattutto nei piccoli centri della provincia.
Alberone (Riva del Po). Vivere in provincia senza trasporti: quando la corriera è l’unica libertà
Alberone è un paese tranquillo, dove la vita scorre lenta e la comunità è unita. Ma per un ragazzo di 16 anni che la vive tutti i giorni, la tranquillità non basta: serve un mezzo per muoversi, e quel mezzo è uno solo, la corriera. Il problema? Le corse sono poche, gli orari sono spesso sballati e i ritardi sono la normalità. «Almeno una volta ogni due giorni la corriera arriva in ritardo. A volte salta proprio», dicono i pendolari. Per chi non ha la patente, il trasporto pubblico è l’unico modo per andare a scuola, vedere gli amici, partecipare ad attività. Quando l’autobus non c’è, non esistono alternative. E ogni sciopero si trasforma in isolamento totale. A differenza della città, dove esistono più linee, Alberone resta completamente scoperta: «Se scioperano gli autisti, qui non passa niente per ore». Una situazione che pesa sulle famiglie, spesso costrette a fare i salti mortali tra lavoro e passaggi. Il messaggio dei giovani della frazione è chiaro: «Meritiamo gli stessi diritti di chi vive in città». Lo sciopero degli autisti Tper, solo per fare un esempio, ha colpito duramente Ferrara e i comuni limitrofi. Le ragioni della protesta, hanno spiegato i sindacati, sono legate a turni troppo pesanti, carenza di personale, richiesta di un contratto più equo, problemi di sicurezza, straordinari obbligatori. In città alcune linee sono rimaste attive, seppur a singhiozzo.
Ma fuori Ferrara la situazione è stata critica: molti paesi sono rimasti completamente isolati. Studenti e lavoratori hanno raccontato ritardi fino a due ore, corse saltate e autobus sovraffollati già dalle prime ore del mattino. «A Ferrara almeno un bus arriva. In provincia nulla: resti proprio a casa» Lo sciopero ha messo in luce una fragilità nota ma ignorata: il sistema di trasporto ferrarese funziona solo se tutti gli ingranaggi girano. Quando uno si blocca, le periferie sono le prime a pagare.
Le voci dei pendolari Abbiamo fermato cinque persone per raccogliere un vivido spaccato sul costo di questa inefficienza. In questo servizio, raccontano le loro sfide quotidiane due studenti liceali (che rischiano assenze e interrogazioni), due lavoratori che dipendono dal mezzo pubblico per timbrare il cartellino, e una pendolare che vede la sua vita sociale limitata. A parlare è uno studente di 16 anni.
Le corriere arrivano puntuali?
«No, con ritardi: almeno una volta ogni due giorni e questo crea problemi con la scuola. Anche gli orari esposti non sono sempre affidabili e il problema maggiore è proprio il rispetto degli stessi».
Le corriere sono corriere piene?
«Sì. Alle volte ho dovuto rinunciare, i posti a sedere non sono sufficienti per tutti».
I mezzi sono in buone condizioni?
«Non tutti. In linea di massima però la climatizzazione funziona bene»
Ti senti al sicuro?
«Sì, quello sì. Non sono mai stati episodi particolarmente pericolosi o gravi. E poi devo dire che degli autisti ci fidiamo, guidano bene».
Per quel che concerne i costi, i prezzi sono giusti? Il servizio vale ciò che paghi?
«No. E non ci sono nemmeno agevolazioni particolari . Le nostre famiglie pagano tanto».
Le tratte e le fermate sono comode?
«Sì abbastanza. La copertura del territorio è buona e direi che non ci sono zone poco servite».
I cambi di orario vengono comunicati bene? App e sito funzionano? Sai dove fare reclami? «Diciamo che in linea di massima funziona tutto da questo punto di vista. Gli autisti sono gentili anche se alcune volte abbiamo avuto qualche problema magari perché qualcuno è più scontroso di altri».
Cosa miglioreresti subito?
«C’è da lavorare sulla puntualità e anche i prezzi dovrebbero essere più bassi. In generale la situazione è però migliorata».
Il trasporto pubblico non è un lusso: è ciò che permette a studenti, lavoratori, anziani e famiglie di vivere la loro quotidianità. Eppure, ancora oggi, in provincia di Ferrara la differenza tra città e piccoli paesi è enorme. Lo sciopero Tper ha ricordato a tutti che un servizio fragile diventa invisibile finché non si ferma. E quando si ferma, i primi a restare bloccati sono sempre gli stessi: i giovani, chi non ha la patente, chi vive lontano dalla città. I ragazzi di Alberone e dei paesi vicini lanciano un messaggio semplice ma potente: «Vogliamo solo arrivare a scuola in orario». Un gesto che dovrebbe essere normale, non un’impresa.
lIlary BunazzaRanya Mahy Yuyue Shao