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La Banda che scalda i cuori di Ferrara, 50 musicisti e una lunga storia

La Banda che scalda i cuori di Ferrara, 50 musicisti e una lunga storia

Alla scoperta della filarmonica Ludovico Ariosto

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Ferrara Se c’è una realtà capace di raccontare l’anima della nostra città attraverso le note, quella è senza dubbio la Banda Filarmonica comunale Ludovico Ariosto, Città di Ferrara. Con un organico di circa 50 musicisti di ogni generazione, il complesso non è solo un’istituzione musicale, ma un vero pilastro della vita sociale estense. Dal 2006, la bacchetta è nelle mani del maestro Stefano Caleffi, mentre il 2014 ha segnato una svolta amministrativa con l’elezione a presidente di Stefano Mandrioli, che ha guidato un profondo rinnovamento degli organi direttivi. Percorso La Banda non si limita a presenziare alle cerimonie ufficiali e alle parate: è una presenza costante tra concerti nei teatri e piazze, ma anche in contesti privati. Ciò che la rende speciale è la sua vocazione sociale: il gruppo è infatti attivamente impegnato nel sostegno alle associazioni che operano nel settore della disabilità e dell’assistenza.

Il repertorio riflette questa apertura: non solo classici, ma un viaggio sonoro che tocca lo swing, il jazz e la musica moderna, spesso impreziosito dalla voce solista di Roberta Righi, docente di canto presso la scuola della Banda stessa.Le radici del complesso risalgono al 1796, quando la banda era incorporata nel presidio militare della fortezza. Sebbene fosse al servizio dell’autorità militare, che ne curava le spese, in occasioni solenni suonava già per la cittadinanza. Tra il 1805 e il 1814, sotto il Regno Napoleonico, prese il nome di Banda civica militare. Con il ritorno del Governo Pontificio, il gruppo confluì nella Guardia Civica: farne parte era un privilegio che garantiva l’esenzione dal servizio militare e una formazione musicale gratuita. Il legame formale con l’amministrazione cittadina nasce nel 1831, ma è il 1850 l’anno chiave: sciolto il corpo della Guardia Civica, il Comune di Ferrara si fece carico del mantenimento della Banda Militare. Nel 1860, con la caduta dello Stato Pontificio, l’organico fu riorganizzato tramite bando pubblico: su 51 candidati, 38 furono ammessi dopo un’audizione davanti ai Maestri dell’Accademia Filarmonica. Regolamenti successivi (1873, 1906) hanno mantenuto intatta la struttura basata sul concorso pubblico, pur variando organico e paghe. La prima metà del secolo scorso portò incertezze dovute alla diffusione di radio e giradischi.

Nel 1946, la fusione tra la "Ludovico Ariosto" e la "Pietro Mascagni" diede vita alla Banda musicale cittadina, diretta per quindici anni dal Maestro Francesco Musi.La svolta Dopo un periodo difficile la svolta arrivò nel 1958 con la presidenza del Maestro Antonio Cevolani. La storia della banda è segnata dalla tragedia del 25 aprile 1960, quando Musi morì per un malore mentre dirigeva in Piazza Cattedrale. Negli anni ’70, il complesso fu intitolato a lui in segno di memoria. Sotto la direzione di Sabrina Caniato, la Banda ha vissuto un processo di ammodernamento: digitalizzazione amministrativa, nuove divise e una sede ristrutturata. Nel 2012 è arrivato anche il primo Cd, un mix di musica celtica e leggera. Il cerchio si è chiuso nel 2014 quando, sotto la presidenza Mandrioli, l’associazione ha riacquisito il nome storico di Banda Filarmonica Comunale Ludovico Ariosto.Anche l’immagine è stata curata nei dettagli: il nuovo logo è stato proposto dal vicedirettore docente di clarinetto, il professor Fabio Bonora.

Sossio Costanzo