Se lo studio diventa uno stress, combattere l’ansia da scuola
Partire dal valore della persona, che non si misura con un voto
Ferrara L’ansia da scuola è un problema sempre più diffuso tra gli studenti di tutte le età. I ragazzi si sentono spesso inadeguati e insicuri, a causa del confronto con i compagni che è molto forte o per difficoltà nell’apprendimento. L’ansia col tempo va a influenzare il rendimento scolastico: avere paura di verifiche o interrogazioni è normale e può accadere di non riuscire a ottenere il risultato sperato. Chi soffre di questo problema ha difficoltà di concentrazione, paura degli esami e stress: sono solo alcuni dei sintomi che possono manifestarsi se l’ansia prende il sopravvento. Sintomi che provocano forti mal di testa, dolori alla pancia, problemi di sonno e alimentazione, isolamento sociale e perdita di interesse per le attività scolastiche. L’ansia può portare a comportamenti nel quotidiano come l’eccessiva attenzione ai dettagli per evitare il più possibile di incappare in errori; il ritardare il più possibile l’inizio dello studio giornaliero per la paura di non essere in grado di eseguire il compito nel modo corretto; cercare di evitare situazioni che fanno temere un fallimento; essere alla ricerca costante dell’approvazione da parte di insegnanti o compagni di classe.
Tra i tanti pensieri che affollano la testa degli studenti c’è anche quello di essere incapaci di portare a termine le sfide scolastiche o gli impegni quotidiani, probabilmente perché in passato si sono verificati degli episodi negativi come un fallimento o una critica ricevuta. Credere che ogni errore sia una tragedia, ricevere troppe pressioni da parte di amici o famigliari, pensare continuamente che non si sia in grado di raggiungere l’obiettivo di certo non aiuta lo studente a vivere in modo rilassato. L’ansia è molto più difficile da sopportare e da gestire rispetto a una normale paura, all’improvviso arrivano attacchi di panico che portano lo studente a non riuscire a rimanere a scuola.La causa di questi attacchi deriva dalla volontà di essere sempre il migliore in tutto perché il modello che la società di oggi ci offre è quello della perfezione. La conseguenza è che spesso i risultati non sono quelli sperati e i ragazzi si convincono di non essere abbastanza intelligenti.Secondo un Rapporto Ocse di qualche anno fa, il 56% degli studenti che hanno risposto al questionario hanno dichiarato di diventare nervosi mentre si preparano per una verifica, e il 70% di essere molto agitato quando viene interrogato anche se ha studiato ed è preparato. Ben l’85% ha paura di non prendere buoni voti, percentuale decisamente inferiore nel resto dell’Europa. Lo studio inoltre, mette in evidenza che i ragazzi passano dalle 5 alle 6 ore in classe e che dedicano 2-3 ore allo studio giornaliero, tempo che trascorrono in un grave clima di paura e ansia, che rende la pratica faticosa e talvolta impossibile da portare a termine.
È necessario sottolineare che gli studenti trascorrono molto tempo a scuola e che i fallimenti fanno parte della crescita di una persona. La scuola ha un ruolo molto importante nel prevenire e affrontare l’ansia da prestazione scolastica: sarebbe quindi necessario includere nell’offerta formativa momenti di riflessione sull’importanza della salute mentale, sulla gestione delle emozioni e sulla consapevolezza del proprio valore, che va ben oltre la performance scolastica. È importante anche promuovere la resilienza, insegnando agli studenti come affrontare le difficoltà, imparare dai propri fallimenti e sviluppare una mentalità di crescita che li aiuterebbe certamente a ridurre la paura di non essere "all’altezza". Per aiutare i ragazzi a superare l’ansia scolastica, è importante creare un ambiente di studio sereno e organizzato, utilizzare tecniche di rilassamento, incoraggiare la comunicazione e il dialogo con insegnanti e compagni di classe e offrire supporto emotivo e psicologico quando necessario. Esistono varie strategie che le scuole possono mettere in atto per prevenire e curare l’ansia da prestazione. Ai ragazzi va insegnato che valgono per quello che sono e non per il voto che prendono, va spiegato il significato e il valore dell’impegno che mettono nell’apprendimento, va spiegato che devono aumentare la loro tolleranza alla frustrazione e all’accettazione di un insuccesso, va alimentata l’autostima e la motivazione, va favorita la progettazione di obiettivi realistici da raggiungere, va insegnato a costruirsi un metodo di studio personalizzato e a suddividere bene il tempo di studio, le pause e il tempo libero da dedicare allo sport o altre attività ricreative.
Adottando questi accorgimenti si porta lo studente a essere il protagonista del proprio apprendimento e del proprio benessere psichico e fisico, non una persona passiva in grado solo di ripetere meccanicamente le solite azioni. La collaborazione scuola - famiglia in questi casi è fondamentale per non far sentire i ragazzi come delle persone sole al mondo in mezzo a milioni di individui. Sin dai primi sintomi di stress è fondamentale lavorare con il giusto approccio e con uno specifico percorso: un sostegno emotivo adeguato e una mentalità positiva possono fare una grande differenza nel benessere psicologico degli studenti. A scuola, è importante creare un ambiente inclusivo, dove vengono ridotti la pressione e il giudizio e gli studenti possono sentire di vivere in un luogo sicuro, dove è possibile commettere errori che verranno non solo tollerati ma che faranno parte di un importante processo di apprendimento e di crescita. La scuola deve essere un luogo dove viene favorito un dialogo aperto, dove i docenti possono essere delle risorse molto importanti facendo sentire gli studenti liberi di poter parlare delle loro difficoltà rivolgendosi a loro con richieste di aiuto.
Anche nuove forme di valutazione possono aiutare a ridurre l’ansia scolastica. Per un numero sempre maggiore di studenti la valutazione è un fattore in grado di influenzare in modo negativo l’esperienza formativa. Basti pensare allo stress che precede una verifica o un’interrogazione o come un voto possa cambiare la valutazione finale in pagella. La scuola potrebbe adottare modalità di valutazioni di tipo formative, progetti, presentazioni o auto-valutazioni, piuttosto che verifiche scritte. Oppure si potrebbero utilizzare dei test parziali o intermedi che possono ridurre il carico di studio e per conseguenza lo stress. Molto importante è un riscontro sistematico da parte degli insegnanti che permetta agli studenti di capire meglio quali sono i loro progressi e dove intervenire in caso di lacune prima che sia troppo tardi. Gli insegnanti possono avere un ruolo importante nel supportare gli studenti e prevenire l’ansia da prestazione scolastica. Molto spesso l’ansia viene scambiata per poca voglia di studiare ma non è così. Anche la famiglia ha un ruolo fondamentale nell’affrontare questo problema, deve contribuire a formare giovani più sicuri di sé e capaci di affrontare le sfide con serenità. La scuola può aiutare i genitori a comprendere come sostenere i figli e come aiutarli ad aumentare l’autostima. Gli studenti non devono essere identificati per i loro voti bensì per la loro personalità. È fondamentale che i genitori siano consapevoli delle capacità intellettive dei figli e li supportino nel gestire le emozioni in modo sano, sviluppando le competenze necessarie per affrontare non solo le sfide scolastiche ma quelle ben più difficili della vita.
Per evitare che si arrivi a un gesto estremo come il suicidio a causa dell’ansia da prestazione (2ª causa di morte per i giovani tra i 15 e i 19 anni), famiglia e scuola dovrebbero incentivare attività extrascolastiche (sport, teatro, musica, volontariato, ecc...) che stimolino la creatività e che permettano ai ragazzi di esprimere sé stessi al di fuori del contesto scolastico. Tutte queste attività possono essere un ottimo modo per ridurre la pressione e favorire una maggiore autostima. In definitiva, interventi mirati e una continua comunicazione tra studenti, insegnanti e famiglie sono fondamentali per prevenire il problema e promuovere il benessere degli studenti: nel 2026 non si può accettare che ragazzi in età scolare, di fronte a una difficoltà pensino alla morte o all’autolesionismo. L’accettazione di sé è un passo fondamentale per vivere con serenità nella società, questo passaggio importantissimo può avvenire solo grazie all’accoglienza, alla resilienza e al dialogo.
Rachele Golinelli, Viola Pangrazzi, Nada Khelifi, 1W liceo Ariosto
