La Nuova Ferrara

Scuola 2030

Vacanza studio in Scozia, i giovani da Ferrara: «Fai amicizia e impari le lingue»

Francesco Occhi ed Enrico Guidi
Vacanza studio in Scozia, i giovani da Ferrara: «Fai amicizia e impari le lingue»

L’esperienza di due ragazzi dell’Ariosto tra giornata tipo, sensazioni e consigli

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Ferrara Una vacanza studio è un viaggio di una o più settimane all’estero dove i ragazzi tra 11 e 18 anni, accompagnati da un adulto (generalmente un docente della loro scuola) mettono in pratica ed evolvono una lingua straniera tramite incontri con dei madrelingua, spesso docenti autoctoni in college o centri particolari utilizzati appositamente per questi scopi. Durante la permanenza, vengono svolte attività di vario genere in alternanza con gli incontri in lingua, così, i ragazzi hanno la possibilità di divertirsi con i loro coetanei in un contesto internazionale. Inoltre, vengono generalmente svolte gite in giornata presso luoghi di interesse culturale, dove si possono conoscere aspetti storici di quel determinato paese. Le mete più frequenti sono paesi europei come Regno Unito, Francia, Spagna, Germania, poiché sono i luoghi in cui sono parlate le lingue principali che gli studenti studiano in Italia e che, molto probabilmente, li aiuteranno in futuro. Tutto ciò ha un prezzo che parte dai 1800€. Il costo può variare in base alla durata della vacanza studio e, ovviamente, del luogo.

Noi siamo stati in un centro specializzato in Scozia per una settimana, ed è stata un’esperienza fantastica. Eravamo divisi in varie stanze con tre letti a castello e un bagno. Noi eravamo in 3 in stanza, ma a qualcuno è andata peggio: certe persone erano anche in 6 e le stanze erano davvero troppo piccole. Intorno alle 7,40 ci svegliavamo e una volta fatti i preparativi, c’era appuntamento in una mensa alle 8. Da mangiare c’era la tipica colazione inglese: uova, bacon, salsiccia e porridge; però, c’erano anche pane e marmellata. Finita la colazione, c’erano due ore di lezione di inglese. C’è da dire però che, in quei casi, l’inglese non è spiegato come a scuola: non si fanno tutte le regole grammaticali, ma si tratta per la maggior parte di conversazioni e produzione scritta di testi in lingua sui propri interessi, o su un argomento scelto dagli insegnanti. Questo aiuta i ragazzi a maneggiare l’inglese con parole loro e senza le pressioni dei voti scolastici, il che fa apprezzare di più lo studio della lingua.

Dopo le lezioni si andava finalmente a pranzare. Il menù variava di giorno in giorno, quindi la scelta su cosa mangiare era abbastanza ampia. La maggior parte delle volte c’erano piatti che potessero accontentare le esigenze di tutti, come hamburger e patatine fritte. Altre volte gli chef cercavano di riprodurre alcuni piatti tipici della cucina italiana, lasagne in particolare, ma sappiamo bene tutti che il cibo italiano è da evitare all’estero. Finito di pranzare tornavamo tutti alle nostre stanze e avevamo un’ora di tempo libero.

Dalle 15 in poi andavamo nel punto di raccolta, dove i membri dello staff ci conducevano verso gli impianti dove svolgevamo attività immersi nella natura, come arrampicata su parete, costruire una zattera di barili, orienteering, risolvere rompicapi, tiro con l’arco e altre esperienze che incoraggiano i ragazzi a fare gioco di squadra e a usare l’ingegno.

Dopo le attività tornavamo nelle stanze per lavarci e prepararci per la sera. Si cenava alle 18,30, poiché dopo si proseguiva con varie attività serali. Una sera abbiamo fatto dei quiz, un’altra siamo andati in discoteca e un’altra ancora abbiamo arrostito dei marshmallow attorno al falò. Ritornati in camera, stavamo svegli circa fino a mezzanotte, finché gli accompagnatori ci obbligavano a spegnere le luci.

La routine però era diversa nei giorni in cui si faceva una gita fuori dalla struttura: siamo andati in giornata ad Edimburgo in autobus, accompagnati da due membri dello staff, che ci guidavano per le strade e ci facevano da ciceroni, raccontandoci le storie dei monumenti e di ciò che vedevamo.

Alla fine della settimana non era concluso solo il viaggio, ma anche un’importante tappa nel nostro percorso di formazione come adolescenti. Consigliamo a tutti di fare una vacanza studio: è un’esperienza che forma e che aiuta non solo a fare nuove esperienze, ma anche a conoscere nuove persone che provengono da altri luoghi e a passare tempo con gli amici.

*studenti 2A liceo Ariosto

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