La Nuova Ferrara

Scuola 2030

Erasmus, riconoscersi a casa in un altro paese: volo per Auray

Vittoria Tumiati*
Erasmus, riconoscersi a casa in un altro paese: volo per Auray

L’esperienza di Vittoria in Bretagna: «Là ho scoperto una nuova cultura e apprezzato le diversità della vita»

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Ferrara Il programma europeo chiamato Erasmus+ si occupa di finanziare lo spostamento di studenti e insegnanti nei paesi europei. Si tratta dunque di promuovere soggiorni all’estero, durante i quali si svolgono percorsi di studio, di formazione professionale o volontariato. All’interno di questi percorsi è possibile affinare le proprie capacità linguistiche, culturali e professionali. Le mobilità Erasmus+ sono interamente spesate dall’Unione europea, permettendo a tutti i cittadini di usufruirne. Per poter accedere a questi servizi si deve superare una procedura di selezione che varia a seconda dell’istituto di provenienza.

La selezione

Al liceo Ariosto di Ferrara la selezione avviene attraverso una consultazione della media scolastica e la produzione di testi in italiano, inglese, francese e tedesco. Nell’ottobre 2024, al terzo anno di liceo linguistico, ho partecipato anch’io per un soggiorno di 14 giorni in Francia, ad Auray, Bretagna. La prova richiedeva di produrre un testo di 1200 parole in lingua italiana che esponesse i motivi per i quali volessi partire. Selezione passata e, nonostante tutte le paure e le mille incertezze, ho accettato.

L’esperienza

A marzo 2025 è arrivata la mia corrispondente, Lilwenn, una ragazza dolcissima, solare, simpatica, estroversa e curiosa di conoscere la cultura italiana, la mia famiglia e le mie abitudini. Non conosceva nemmeno una parola di italiano ma nonostante le barriere linguistiche siamo state in grado di creare un bel rapporto e di conoscere le rispettive culture e tradizioni. Insieme abbiamo vissuto momenti bellissimi, ricchi di emozioni, che ad oggi si sono sedimentati nei nostri cuori come ricordi unici e irripetibili. A inizio maggio è stato il mio turno di partire: è innegabile la paura che provavo dovendomi allontanare da casa e dagli affetti, e abituarmi ad uno stile di vita differente con persone sconosciute. Atterrata all’aeroporto di Nantes ho incontrato per la prima volta la famiglia di Lilwenn che, fin da subito, mi ha accolta calorosamente. Durante il soggiorno ho frequentato il liceo Benjamin Franklin, con sistema scolastico francese, molto diverso da quello italiano: le lezioni iniziavano alle 8 e terminavano alle 16. Nella scuola erano presenti una mensa e diverse aule studio e gli studenti si spostavano da un’aula all’altra a seconda della lezione che volevano frequentare. In Bretagna, inoltre, ho avuto la fortuna di visitare dei luoghi meravigliosi, di conoscere persone uniche e di vivere momenti ed esperienze indimenticabili.

Cos’è rimasto

Una volta rientrata dal mio Erasmus mi sono accorta di quanto quest’ultimo mi avesse effettivamente arricchita, non solo dal punto di vista linguistico, ma anche personale: ho migliorato il mio livello di francese, ho scoperto una nuova cultura, riconosciuto e apprezzato le diversità nella vita quotidiana, ampliato il mio bagaglio di conoscenze e, infine, ho realizzato che anche in un luogo lontano fisicamente dalla propria famiglia e dai propri affetti ci si può ugualmente sentire accolti, apprezzati, fino a riconoscerlo come una seconda casa.  

*classe 4T liceo Ariosto

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