La Nuova Ferrara

Scuola 2030

Ferrara, associazioni senza una casa: qual è il futuro?

Dana Celestino, Mila Toglia*
Ferrara, associazioni senza una casa: qual è il futuro?

Aumentano le chiusure e gli sgomberi dei centri sociali in tutta Italia. A Ferrara è successo a La Resistenza

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Ferrara Da tre anni a questa parte l’Italia sta vedendo crescere l’ostilità verso centri sociali e spazi di aggregazione comunitaria che da sempre hanno costituito un’importante componente culturale per le collettività cittadine: sono esempi lampanti gli avvenimenti del centro Askatasuna di Torino, il Leoncavallo di Milano e, non da ultimo, il Centro La Resistenza di Ferrara.

I centri sociali costituiscono una spina dorsale delle comunità cittadine italiane fin dagli anni ’60. Nel tempo si è visto un progressivo aumento e poi sviluppo di aggregazioni di persone appartenenti a tutte le fasce d’età all’interno di luoghi abbandonati, per creare degli spazi autogestiti atti alla condivisione socioculturale. Qui sono state trovate nuove modalità di organizzazione per lo scambio di idee, favorendo il dialogo tra tutti i membri delle comunità cittadine, i quali vengono posti sullo stesso piano.

Tuttavia, di recente si manifesta la tendenza a ritenere controproducenti le attività svolte all’interno dei Csa, portando come risultato la loro chiusura: che sia per inagibilità, accuse di attività illecite o occupazioni indebite di spazi abbandonati, le amministrazioni ordinano lo sgombero degli stabili interessati. Sono esempi tangibili gli avvenimenti del centro sociale La Resistenza di Ferrara: il Comune ha ritenuto necessario sgomberare i locali di via della Resistenza 34 a causa di problematiche infrastrutturali. Il Centro avrebbe dovuto ricercare un’impresa edile durante il periodo estivo, affidare i lavori e sostenerne le spese entro il termine dei trenta giorni, al fine di riabilitarne le attività. Dal 1985 la Resistenza propone attività ricreative di utilità pubblica e per decenni ha costituito uno dei fili della trama di cui è intessuta la società ferrarese: celebrazioni, cortei, assemblee, laboratori di carattere artistico/teatrale, pranzi sociali, concerti, eventi, festival culturali. I membri del Csa si sono battuti a lungo e sono stati supportati dalla comunità attraverso donazioni e interventi presso la sede comunale, con la speranza di poter riacquisire la sede originaria di via Resistenza 34, rimanendo attivi pur senza un luogo d’incontro.

A prescindere dalle difficoltà, i cittadini non si lasciano perdere d’animo e continuano a impegnarsi per garantire alla comunità la possibilità di partecipare agli eventi di aggregazione socioculturale ed eventualmente di tornare alla sede originale. E la stessa sorte spetta alle associazioni Cittadini del Mondo e Ferrara per la Palestina. La domanda sorge spontanea: cosa rimarrà di queste comunità senza una sede fissa?

*classe 4T liceo Ariosto

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