La Nuova Ferrara

Il vocabolario

Lo slang giovanile dal rock a TikTok. Così da “fico” si è passati ad “aura”

Simone Bonetti, Danilo Cardone, Marta Ceramelli e Francesco Perretta*
Lo slang giovanile dal rock a TikTok. Così da “fico” si è passati ad “aura”

Dalla controcultura degli anni ‘60 ai neologismi di TikTok: ci sono parole che raccontano la società, un’epoca, anche per aggirare le regole della lingua

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Il linguaggio giovanile è da sempre terreno di neologismi: si tratta spesso di vocaboli che riescono ad aggirare le regole della lingua. Dai primi gerghi dei giovani dei controcultura degli anni ’60 ai rapidissimi neologismi di TikTok, le parole dei giovani raccontano la società, le mode, le tecnologie e i valori di ogni tempo più di quanto non farebbe un libro di storia.

Gli anni della ribellione: ’60 e’70

Gli anni del rock, delle proteste e delle contestazioni studentesche e dei movimenti hippy portano in Italia una serie di anglicismi e di parole di libertà. Nascono o si diffondono termini come fico, tipa, tipo, underground, sballo. La lingua dei giovani rispecchia il bisogno di rompere con il sociale, di affermare identità alternative, di aprirsi ad un mondo più globale.

Gli ’80: la lingua scintillante dei paninari

Negli anni ’80 cambia l’orizzonte culturale: moda, consumismo e tv diventano i nuovi propulsori linguistici. Siamo nell’epoca dei paninari, e della loro scintillante dialect slang, fatta di parole come togo, giusto, sfitinzia. Il linguaggio si fa più leggero, legato a delle marche, ad uno stile di vita, ad un’apparenza. Anche l’ironia si fa caratteristica della parlata giovanile.

Gli anni ’90 e la prima rivoluzione digitale

L’arrivo dei cellulari, delle chat e della musica rap porta con sé nuove espressioni. Parole come sgamare, spaccare, bella lì si affiancano ai primi termini dell’universo web: nick, chat, sms. È un periodo di passaggio: la lingua dei ragazzi abita ancora la strada, ma sta iniziando a spostarsi davanti al monitor.

I 2000: l’era delle community online

Con la diffusione di Internet e dei forum arrivano le abbreviazioni e le faccine che rivoluzionano la comunicazione scritta: lol, xd, rofl. Il mondo dei videogame diffonde termini come nabbo e skillato mentre il web sforna nuovi verbi come googlare o photoshoppare. La lingua dei giovani diventa sempre più mista, veloce, globale.

Gli anni 2010: il dominio dei social e della meme culture

L’avvento di Instagram, YouTube e TikTok segna una svolta: il linguaggio non è più soltanto scritto, ma performativo. Parole come cringe, crush, blastare, flexare entrano nel linguaggio comune e si diffondono con una velocità nuova, spesso merito dei video virali. Le parole diventano meme, e il confine tra italiano ed inglese è sempre più labile.

Gli anni 2020: la generazione che parla in “trend”

Oggi i neologismi nascono e muoiono alla velocità di uno scroll. Espressioni come based, vibe, no cap, npc o beige flag arrivano direttamente dalla cultura americana dei social e vengono adattate, spesso senza traduzione. È una lingua istantanea, modellata dagli algoritmi e dalla creatività collettiva delle piattaforme.

I neologismi dei giovani più usati (e cosa significano)

Ecco un vocabolario da ritagliare e incollare in ogni casa. Cringe: Imbarazzante, qualcosa che ti fa venire la pelle d’oca. “Quel video è super cringe”.

Flexare: Mettere in mostra, vantarsi, ostentare. “Sta flexando le scarpe nuove”. (Dall’inglese to flex).

Spammare: riempire di messaggi o fare qualcosa ripetutamente. “Non spammarmi di vocali”.

Boostare: Aumentare, migliorare, potenziare (dal gaming). “Questo filtro boosta la foto”.

Basito/Shook/Shockato: stupito in modo forte. “Sono shook dopo quella notizia”. Bro / Fra: termini affettivi-amicali, abbreviazione di brother e fratello. “Fra, ma che dici?”.

Skibidi/Rizz: parole virali di origine TikTok. Rizz: fascino, capacità di rimorchiare; skibidi è nonsense legato a meme e cartoon series (“Skibidi Toilet”)

Npc: persona percepita come banale, prevedibile, “come un personaggio non giocante”. “Quello è proprio un comportamento da Npc”.

Slay: spaccare, essere fighissimi, impeccabili. “Che outfit, slay totale”.

Ghostare: sparire senza spiegazioni in una relazione/chat. “Mi ha ghostato ieri”.

Tuff : deriva dall’inglese “tough” o da uno slang usato su TikTok, ma nella forma semplificata e resa più “sonora”. Significa quindi bello, figo, potente, stiloso. Esempi: “Quel look è proprio tuff”. “Questa canzone è tuff, spacca”.

Cucinare: non ha più a che fare con i fornelli. È un’espressione nata dai meme, dal gaming e dal mondo trap. Significato “distruggere”, “battere alla grande”, “fare molto meglio di qualcuno”. È usato soprattutto in contesti competitivi (sport, videogiochi, discussioni).

Lil Blood: significa “piccolo sangue”, è un modo per chiamare una qualsiasi persona in modo alternativo e ironico. Esempi: “Smettila lil blood! ” ;“Lil blood non l’ha veramente detto!?”.

Hittare mossa, significato: “Eseguire una mossa specifica con successo”. Esempi “Ha hittato la mossa giusta!”,“Francesco ha hittato mossa Valentino”.

Aura, deriva da “aura” in senso spirituale/energetico, ma nei giovani assume un tono più ironico o estetico. L’insieme delle vibrazioni, dell’energia o dello stile che una persona trasmette. Spesso usato per dire che qualcuno ha una presenza “fighissima”, particolare, riconoscibile. 

*classe 2S liceo Ariosto

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