La Nuova Ferrara

Scuola 2030

Viaggio studio a Edimburgo ed exchange all’estero: «Grandi occasioni»

Marta Alberani e Clara Borgatti*
Viaggio studio a Edimburgo ed exchange all’estero: «Grandi occasioni»

L’esperienza scozzese di Clara a Edimburgo e il semestre all’estero di Alessia a Bournemouth, in Inghilterra

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Clara Borgatti, una ragazza della classe 2S del Liceo Ariosto di Ferrara, ha partecipato ad un viaggio studio, e Martina Brancalion ha alcune domande.

Qual è stata la meta del tuo viaggio? «Sono stata ad Edimburgo, in Scozia; sono partita nel periodo delle vacanze estive e sono stata via due settimane».

Come hai scoperto della possibilità di questo viaggio? «Tramite un’amica di mia madre, che organizza questi viaggi. Al mattino andavo a scuola e facevo lezione, mentre al pomeriggio andavo a vedere le attrazioni principali della città. Poi ci veniva lasciato del tempo libero in cui visitavo il centro della città con gli amici, e per le 18 tornavo a casa. Facevo 3 ore di lezione di inglese ogni mattina».

Cosa ti ha insegnato questo viaggio? «Ad avere più autonomia, e sicuramente mi ha aiutato ad approfondire la conoscenza della lingua. Ero in famiglia e questo aiuta a realizzare una effettiva crescita personale. Rifarei questa esperienza altre mille volte, anche perché, più avanti, vorrei trascorrere un intero anno di studio all’estero e poi vivere all’estero».

Per gli studenti delle scuole superiori esiste la possibilità di partecipare ad un programma exchange all’estero. A raccontarlo è Alessia Maranini, una ragazza che frequenta il Liceo Ariosto di Ferrara e che sta terminando il suo semestre all’estero a Bournemouth, in Inghilterra».

Come hai scelto il paese in cui hai svolto il semestre all’estero? «Ho contattato un’agenzia per ricevere informazioni, per chiarire i miei dubbi e quelli dei miei genitori, riguardanti le possibili complicazioni. Le mie possibili scelte comprendevano l’Inghilterra e l’Australia, ma valutando le esperienze passate nel Regno Unito, per avere maggiore serenità durante il semestre, esso è stata la mia meta finale».

Come è stato allontanarsi dalla propria famiglia e dai propri amici italiani? «Nel complesso è stato molto facile, perché avevo voglia di intraprendere nuove esperienze. Molti mi hanno detto che il mio percorso avrebbe attraversato diverse fasi, a livello psicologico, un po’ come accade durante la Luna di Miele, dove tutto sembra fantastico ed appare come un sogno, ma personalmente non è stato il mio caso».

Come ti sei trovata con la tua host family e chi è stata la tua ancora di salvezza nei momenti no? «Mi sono trovata molto bene sia con la host family, sia con le mie compagne di stanza con le quali ho molto legato. La mia ancora di salvezza, che non è stata necessaria tanto per i momenti no, poiché rari, ma più per la compagnia e i momenti di sfogo, sono state le mie amiche italiane che mi chiamavano ogni giorno e la mia compagna di stanza».

Spesso pensiamo che la scuola sia uguale ovunque, ma quali sono le principali differenze che hai notato rispetto a quella italiana? «Il sistema scolastico è molto diverso, si fanno solo 4 anni, le lezioni durano un’ora e mezza, ci sono 3 materie da studiare, e durante tutti e 4 gli anni si svolgono dei test in preparazione di un’unica prova finale, da sostenere alla fine dell’ultimo anno».

*classe 2S liceo Ariosto

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