Due giorni per ricordare l’autore ferrarese Giorgio Bassani nel suo compleanno
Gli studenti dell’Ariosto dialogano con la figlia e studiosa Paola: «Da piccola mio padre chiedeva il mio parere su suoi scritti»
Come ogni anno, in occasione del compleanno del celebre poeta ferrarese Giorgio Bassani, il Liceo Ariosto di Ferrara ha organizzato una serie di giornate con attività dedicate a mantenerne viva la memoria. In particolare, il progetto “Giornata Bassani” è stato coordinato dai docenti Azzari, Comparato, Dall’Olio, Gargiulo, Giori, Meschiari, Pavani e Rinaldi.
Quest’anno, il 3 e il 4 marzo la vita dello scrittore è stata la protagonista di importanti interventi da parte di studenti, professori, e di un’ospite speciale: Paola Bassani. Docente di storia dell’arte, scrittrice, ma soprattutto figlia del celebre autore, la studiosa ha accettato l’invito di rivolgersi direttamente ai ragazzi della scuola, mostrandosi molto entusiasta nel ricordare la sua giovinezza insieme al «padre straordinario».
Il 3 marzo le classi 2M, 2S e 2T, hanno assistito a un intervento da parte di due relatori della Fondazione Giorgio Bassani, Marcello Azzi e Francesco Franchella, che si sono soffermati sui temi trattati dallo scrittore nella sua produzione poetica e sul suo amore per la scrittura. Molto interessante è stato il racconto di Azzi sul viaggio di Bassani a Venezia, che è stato in parte fonte di ispirazione per la scrittura del romanzo “Il Giardino dei Finzi Contini”, iniziato proprio dopo una visita al cimitero ebraico della città. Qui nacque l’idea del racconto e si delinearono i temi principali della sua opera: la morte e la memoria. Nel testo, il giardino rappresenta per lo scrittore un luogo della sua memoria. Un posto dove i personaggi s’incontrano e condividono innumerevoli ricordi. Il narratore immagina ed evoca questo spazio e le persone che lo frequentavano. I protagonisti desideravano vivere a pieno la loro vita e stare insieme, ma allo stesso tempo sapevano già cosa il tragico destino avrebbe avuto in serbo per loro, a causa del contesto storico in cui vivevano.
I relatori hanno messo in luce come Bassani avesse scritto le sue opere in luoghi diversi, e pertanto amasse definirsi uno “scrittore internazionale”. Ma ciò che colpisce maggiormente è che, è stato ricordato, quando arrivava in una città, l’autore amasse visitarne il cimitero, perché lo considerava il luogo in cui veramente era presente la storia della comunità cittadina.
Infine i due ospiti hanno illustrato l’importanza delle opere di Bassani come testimonianza della vita della comunità ebraica di Ferrara, soprattutto nel periodo delle persecuzioni razziali: proprio come accade nel film “La lunga notte del ‘43”, che si basa un fatto storico raccontato dallo scrittore, che ha come sfondo la stessa Ferrara.
Al termine della mattinata gli studenti hanno avuto modo di dialogare con Paola Bassani, domandandole del suo rapporto con il padre, se ci fosse un libro in particolare che le ricordasse il genitore, o quale motivazione profonda lo avesse spinto a scrivere “dei Finzi Contini”’. Queste domande hanno dato modo alla studiosa di delineare un ritratto affettuoso del genitore con le seguenti parole: «era un padre straordinario. Però aveva un carattere tutto suo, un po’ particolare. Cambiava spesso umore e si capiva dal modo in cui inseriva la chiave nella serratura di casa. Inoltre considerava la nostra opinione, mia e di mio fratello, come qualcosa di importante. Infatti ricordo che quando scriveva i suoi romanzi ci chiamava alla sua cattedra, ci mostrava due testi simili, ma con caratteristiche diverse e correzioni e ce li leggeva, chiedendoci quale preferissimo. Considerava la nostra scelta come fondamentale, nonostante fossimo solamente bambini di 4 e 8 anni». E di fronte alla domanda relativa a quale opera del padre, l’avesse fatta sentire più coinvolta ha dichiarato: «“Il giardino dei Finzi Contini”, poiché la bambina citata nel prologo del romanzo, Giannina, ero proprio io». La conversazione con i giovani ha poi affrontato altri argomenti, come quello del successo dello scrittore e delle sue ricadute sulla vita familiare e privata e tanti altri ricordi definiti da Paola Bassani «belli e divertenti» relativi a momenti giocosi trascorsi in casa con amici di famiglia.
Un’ultima domanda dei ragazzi ha poi piacevolmente sorpreso la docente: «Figlia di Giorgio Bassani, docente di Storia dell’arte: chi è veramente Paola Bassani?» A questo la studiosa ha simpaticamente risposto: «Non lo so. All’inizio non volevo essere riconosciuta solo per il successo di mio padre, ma per quello che facevo e per la persona che sarei diventata. Proprio per questo passai un lungo periodo in Francia, dove i suoi lavori ancora non erano molto conosciuti».
Marta Alberani
Camilla Ceroni
Julie Roger
Lea Roger
2S Scienze applicate
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