La Nuova Ferrara

La ricorrenza

Giorgio Bassani da 110 con lode: compleanno speciale all’Ariosto di Ferrara

Giorgio Bassani da 110 con lode: compleanno speciale all’Ariosto di Ferrara

Al liceo si celebra la Giornata dedicata al celebre scrittore. Il Giardino e la pietra unisce la memoria identitaria e la coscienza

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Il 4 marzo si è svolta, al liceo Ariosto, la XXIV edizione della Giornata Bassani, quest’anno intitolata “Il giardino e la pietra: itinerario critico tra le pagine di Bassani e le epigrafi di via delle Vigne”. Il filo conduttore è stato infatti Il giardino dei Finzi-Contini, il romanzo più celebre di Giorgio Bassani, ambientato a Ferrara e divenuto simbolo della memoria storica e letteraria del ’900. Il titolo dell’evento vuole essere evocativo, richiamando da un lato il giardino come spazio di memoria e identità, dall’altro la pietra come simbolo di ciò che resta, inciso nella storia e nella coscienza collettiva.

La ricorrenza rappresenta per la scuola non solo un omaggio a Bassani, ex-studente del liceo, ma anche un’occasione per interrogarci sulla sua eredità culturale e civile. Si tratta, infatti, di comprendere quanto le sue parole sappiano parlare al presente, soprattutto a noi studenti, chiamati a confrontarci con i temi della memoria, dell’esclusione e della responsabilità.

La giornata ha visto protagoniste numerose classi - 2B, 2S, 2T, 3G, 5C, 5G e 5X - che hanno proposto letture e riflessioni, affiancate da relatori che hanno arricchito il dialogo.

Il primo intervento è stato della prof. Micaela Rinaldi sul tema “Nel cuore del giardino: la biblioteca del professor Ermanno” da cui è emersa l’idea del giardino sia come luogo fisico sia come spazio simbolico in cui si custodisce un patrimonio di valori, letture e memorie. La biblioteca diventa così metafora di una cultura che resiste anche quando la storia tenta di cancellarla.

A seguire, la prof. Silvana Onofri, ex-docente del liceo, ha presentato il volume di prossima uscita “Giorgio Bassani e il cimitero israelitico di Via delle Vigne”. Il suo intervento ha messo in luce l’elemento della “pietra” come segno tangibile della memoria: le lapidi non sono semplici memoriali, ma testimonianze silenziose di vite vissute.

Infine, la prof. Rosy Cupo, dell’Université Sorbonne Nouvelle, ha proposto un confronto tra Bassani e Shmuel Yosef Agnon. Il tema della “condivisione di cuori senza condivisione di lingua” ha aperto una riflessione sul dialogo tra culture diverse.

Noemi Accattato

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