La Nuova Ferrara

L’analisi

Il giardino e la pietra, dalle parole del poeta ferrarese Bassani al rap

Il giardino e la pietra, dalle parole del poeta ferrarese Bassani al rap

Un approfondimento delle figure chiave e della lingua

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Nell’ambito della Giornata Bassani, andati in scena al Liceo Ariosto di Ferrara mercoledì 4 marzo, particolarmente significativo è stato il lavoro della classe 2ªT, che ha approfondito il senso simbolico del titolo dell’evento, soffermandosi su figure centrali della storia ebraica ferrarese e dell’universo bassaniano: Cesare Minerbi, Ugo ed Emilio Teglio, Gianfranco Rossi, Renzo Ravenna, Valeria Sinigallia e lo stesso Giorgio Bassani. Arricchendo l’antologia poetica bassaniana presentata nella scorsa edizione, gli studenti hanno ripreso gli epitaffi del cimitero ebraico di via delle Vigne, trasformando le iscrizioni marmoree in occasione di riflessione storica e letteraria.

In questa prospettiva, il lavoro richiama la “Antologia di Spoon River” dell’americano Edgar Lee Masters, una collezione di poesie in versi liberi che comprende diciannove storie in cui sono coinvolti un totale di 248 personaggi. E allora, come nel cimitero immaginario di Spoon River, dove le voci dei defunti svelano segreti, rimpianti e illusioni, così gli studenti hanno composto epitaffi ispirati alle personalità studiate, dando vita a un intenso confronto tra memoria scolpita e parola poetica. Ne è pertanto scaturito un dialogo ideale tra la pietra e la voce, capace di restituire alla comunità scolastica una memoria condivisa e consapevole.

La classe 5X si è invece concentrata su un aspetto specifico e particolarmente significativo de “Il giardino dei Finzi-Contini”, romanzo con cui lo scrittore vinse nel 1962 il premio Viareggio: la questione della lingua, che, anche in questo caso, non è un semplice mezzo espressivo, ma un vero e proprio segno di identità, appartenenza e distanza. Il dialetto ferrarese affiora nell’opera come segno di radicamento al territorio, esattamente come “il finzi-continico” che viene utilizzato esclusivamente dai membri della famiglia. Allo stesso tempo le lingue “maggiori”, quali l’italiano, l’inglese e il francese, evocano un orizzonte più ampio, borghese ed europeo.

Questa pluralità linguistica contribuisce a delineare uno spazio sospeso, in cui la memoria sembra attenuare, senza cancellarla del tutto, la minaccia della Storia.

Frutto di tutte queste riflessioni, è stato un podcast che ha intrecciato in sé ferrarese, italiano, francese e inglese in un percorso sonoro capace di restituire la complessità culturale dell’intero romanzo.

L’accompagnamento dell’arpa, eseguito da una nostra compagna di classe, ha aggiunto una nota di intensa suggestione, creando un clima raccolto e coerente con l’immaginario bassaniano.

Martina Cavallari

Nastea Ciciov

Emma Muzzurru

Alice Rossetti

Francesca Roversi

Chiara Seno

5X Linguistico

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