In campo con il Balça e in Kings League: due chiacchiere con Kalaja
Il giocatore classe 2002: «Spensieratezza è arma migliore»
La Kings League è una competizione di calcio a sette, fondata da Piqué nel 2022 e arrivata in Italia nel 2024. Questa competizione è formata da dodici squadre, gestite da diversi presidenti, che possono essere streamer (come Blur, Marza ecc.). Si tratta di una competizione diversa grazie alle “secret cards”, regole speciali che pescano gli allenatori all’inizio di ogni partita. A introdurci ad alcune curiosità sulla Kings League è stato Nicolas Kalaja, giocatore dei Boomers, ospite della 2S del Liceo Ariosto.
Nicolas Kalaja classe 2002 capitano della squadra di calcio a 5 “Balça Poggese” e attaccante dei Boomers non si è risparmiato, entusiasmando ragazzi e ragazze.
Qual è stato il suo primo pensiero quando l’hanno presa in Kings?
«La possibilità di dimostrare il mio valore in campo e la determinazione di allenarmi sempre con più stimoli».
Pensa che la Kings possa essere un trampolino di lancio per i giovani che vogliono mettersi in mostra?
«La realtà della Kings League è stata creata per “fare spettacolo”. Una bella vetrina, dove mettersi in mostra e conoscere nuove persone. Ma attenzione, perché ovviamente anche sul lato calcistico bisogna avere caratteristiche che ti portano a vincere le varie regole speciali come escalado, desescalado, il dado che può risultare in 1 vs 1 e altre sfide».
Giocare per i Boomers, la squadra di Fedez, ha attirato molta attenzione. Che rapporto avete con il vostro presidente?
«Il presidente è molto impegnato, quindi passa, saluta, viene in spogliatoio. È presente, apprezzato».
Pensa che la sua vita sportiva sia cambiata da quando è entrato nella Kings?
«Più la vita personale che quella sportiva, perché ti dà più consapevolezza e hai la possibilità di stare a contatto con più persone. Mi è data la possibilità di confrontarmi con persone che sono a un certo livello. Un consiglio: se ne avete la possibilità, siate aperti per fare più esperienze possibile».
Pensa che le regole speciali della Kings possano cambiare la visione del calcio moderno?
«Credo di no, sono due realtà totalmente diverse. Dal mondo del calcio verso la Kings c’è un po’ di astio e viceversa: sono delle regole che servono per creare spettacolo e intrattenere. Ad oggi una partita di calcio dura 90 minuti e in questo tempo il match risulta molto codificato. Invece, ciò che rende la Kings differente è la possibilità di vedere una cosa diversa in qualsiasi momento. Quindi lo spettatore è molto più focalizzato nel guardarla, molto più attento».
Che ne pensa del livello della competizione nella Kings rispetto al livello della serie B di Futsal?
«Il livello è totalmente diverso, cioè la Kings e il Futsal sono due sport completamente diversi. Nel calcio a 5 c’è molta più sincronizzazione, c’è più possibilità di lavorare, di conoscersi e già in tanti sanno quello che devono fare, perché a calcio a 5 tanti giocano da molto tempo. Nella Kings siamo in pochissimi che ci conosciamo dall’inizio e quelli che arrivano devono ancora adattarsi e capire come usare le proprie abilità a proprio favore, cioè le proprie potenzialità, le proprie caratteristiche. Pertanto, ci vorrà tempo per alzare il livello del gioco, cioè la sincronizzazione dei giocatori e il modo di giocare».
Qual è l’intensità e la frequenza degli allenamenti in Kings? Influiscono sulle sue prestazioni a Futsal?
«Hanno influito perché la palla è diversa, quindi ogni tanto risento di questa cosa. Chi conosce il calcio e il calcio a cinque, sa che ci sono due palloni diversi: quello del calcio a 5 è a rimbalzo controllato, mentre quello da calcio no, quindi ogni tanto ne risentivo, ma sono riuscito a limitare questo gap. Però qual è la problematica? Personalmente mi alleno sei volte a settimana, vado anche dal preparatore una volta a settimana, e quando io mi alleno mi sento più forte. In realtà, la spensieratezza è l’arma migliore: quando si gioca, si deve riuscire ad essere spensierati. La prossima volta, quando dovete fare uno sport, provate a pensare “perché ho cominciato”, provate a farlo: si tratta di un esercizio che a me ha aiutato tantissimo».
Come descriverebbe l’ambiente della Kings League?
«È una domanda complicata perché, come sapete bene, il mondo del calcio è particolare, così come il mondo dei social. Quindi, se fai la fusione di queste cose aumentano le distanze. Non è un ambiente comodo, bisogna avere sempre un buon equilibrio».
È noto per le sue abilità spalle alla porta ed è stato soprannominato “Abrakalaja” sui social media. Qual è la giocata che le riesce meglio in campo?
«La mia giocata preferita è sempre quella che serve per essere utile alla squadra. In caso di pressione, quando gli avversari provano a toglierti campo, si aprono degli spazi e io provo a mettermi davanti all’uomo per proteggere palla, fare sponde e far salire la squadra. Questa abilità a volte non influisce sul risultato, ma nel calcio a 5 e nel calcio in generale, essendoci pochi attaccanti che giocano spalle alla porta, il mio lavoro è molto utile alla squadra».
La Kings League ha molte secret card, qual è la carta segreta che preferisce e quale vorrebbe cambiare o aggiungere?
«Quella che preferisco è il rigore: ti dà la possibilità di andare in vantaggio. E una carta che aggiungerei, è l’uno contro uno tra presidenti». Ringraziamo Nicolas Kalaja per la sua collaborazione e per la sua grande disponibilità a dialogare con noi, nonostante i suoi numerosi impegni.
Valentino Brunelli
Riccardo Costazza
Matteo Lin
Luca Maestri
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