La Nuova Ferrara

La ricerca

Silvio Finzi Magrini, una vita dedicata alla comunità ebraica di Ferrara

Silvio Finzi Magrini, una vita dedicata alla comunità ebraica di Ferrara

Ha ispirato il personaggio del professor Ermanno di Giorgio Bassani

3 MINUTI DI LETTURA





La classe 2S ha incentrato il proprio intervento sulla figura di Silvio Finzi-Magrini che nel romanzo di Giorgio Bassani ha ispirato il personaggio del professor Ermanno, padre di Micol Finzi Contini, uomo colto e appassionato di libri, studioso di letteratura, storia e cultura ebraica, e proprietario di una grande casa con un giardino dotato persino di un campo da tennis, e di un’ampia biblioteca, che mette a disposizione dell’io narrante perché quest’ultimo possa completare la sua tesi di laurea. Il lavoro ha tracciato dunque una sintetica biografia di Silvio Finzi-Magrini, narrandone la morte e accennando alla sua opera più importante che verte sulla storia della comunità Israelitica di Ferrara.

Per svolgere questo lavoro sono stati utilizzati alcuni documenti della Prefettura e della Questura di Ferrara, conservati all’Archivio di Stato di Ferrara e alcune testimonianze scritte e orali riguardanti la precettazione civile, la dimora Magrini e le idee politiche di Silvio Magrini. Infine ci siamo soffermati sulla tomba dei Finzi-Magrini, che si trova nel cimitero ebraico di Ferrara, e ha ispirato il monumento descritto da Giorgio Bassani ne “Il giardino dei Finzi-Contini”.

La figura di Silvio Finzi-Magrini, ispiratore del professor Ermanno nel celebre romanzo di Bassani, rappresenta un capitolo significativo nella storia della comunità ebraica di Ferrara. Nacque l’8 gennaio 1881 in una famiglia benestante e culturalmente attiva. Laureato in Fisica all’Università di Bologna, si distinse come uomo di scienza e membro attivo della comunità, ricoprendo anche il ruolo di presidente della Comunità Ebraica di Ferrara. La sua vita, tuttavia, fu segnata dalle leggi razziali fasciste del 1938. Nel 1943, Magrini fu arrestato dai fascisti e deportato ad Auschwitz, dove morì nel febbraio 1944.

Magrini fu anche un attivo sostenitore dei diritti degli ebrei. Durante gli anni’30, partecipò a iniziative di assistenza per i profughi ebraici in fuga dalle persecuzioni naziste. La sua opera più importante, “Storia degli ebrei di Ferrara”, è una testimonianza preziosa della vita della comunità ebraica fino al 1943, ritrovata dai familiari dopo la guerra e pubblicata nel 2015. Oggi, la tomba dei Finzi-Magrini è un simbolo di memoria e resistenza.

Il lavoro di ricerca su Silvio Magrini non è solo un omaggio a un uomo straordinario, ma anche un monito contro l’indifferenza e l’oblio. La sua storia, intrecciata con quella della comunità ebraica di Ferrara, ci ricorda che la Shoah non è stato un evento lontano, ma a un processo che ha coinvolto le nostre strade e le nostre vite. La ricostruzione della vita di Silvio Finzi Magrini, attraverso i documenti storici è fondamentale per mantenerne viva la memoria e per garantire che simili atrocità non possano mai più ripetersi.

Simone Bonetti

Danilo Cardone

Riccardo Costazza

2S Scienze applicate

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google