Coro scolastico all’Einaudi, gli studenti crescono con la musica
Dallo scetticismo iniziale all’entusiasmo: «È bello, stiamo un bel gruppo». Il 24 marzo si sono esibiti per gli anziani ospiti della Cra di via Ripagrande
Tra le attività proposte dalla scuola, il progetto del canto corale si sta rivelando molto più di un semplice laboratorio musicale. Per molti studenti è diventato uno spazio di espressione, socializzazione e crescita personale, capace di unire persone diverse attraverso la musica. Il progetto coinvolge diverse classi e permette agli studenti di lavorare insieme su un repertorio musicale scelto in collaborazione con i docenti. L’obiettivo non è soltanto imparare a cantare, ma anche sviluppare spirito di gruppo, fiducia e capacità di mettersi in gioco davanti agli altri.
Come racconta una delle studentesse coinvolte nel progetto, l’esperienza del coro è apprezzata sia per l’attività artistica sia per il clima che si crea tra i partecipanti: «Siamo un bel gruppo e lavoriamo bene insieme. Socializziamo e conosciamo anche nuove persone. Il progetto ci dà benessere e ci aiuta a rilassarci». Il canto infatti non è soltanto una forma di espressione artistica, ma può avere anche effetti positivi sul benessere psicologico. Cantare aiuta a liberare le tensioni, a ridurre l’ansia e a esprimere emozioni che a volte è difficile comunicare con le parole. Per alcuni studenti, soprattutto quelli più timidi, il coro può diventare uno spazio sicuro in cui trovare la propria voce. Un altro elemento importante del progetto è il lavoro di squadra. Il canto corale richiede infatti ascolto reciproco e collaborazione, come spiega l’insegnante che ha seguito gli studenti durante il percorso. Inizialmente non è stato semplice. «Cantare davanti agli altri non è facile e richiede di mettersi in gioco. I ragazzi erano timidi e cantavano poco». Con il passare delle lezioni però qualcosa è cambiato. Grazie anche alla scelta di brani vicini ai gusti degli studenti, il gruppo ha iniziato a sciogliersi. «Adesso non smettono più di cantare. Anche quando escono dall’aula continuano a canticchiare le canzoni che abbiamo studiato». Il canto corale ha anche un importante valore educativo e sociale. Cantare in coro significa infatti mettere da parte l’individualità per costruire qualcosa insieme: una voce unica composta da tante persone diverse. Secondo Teresa Auletta, direttrice dell’Accademia Veneziani di Ferrara, questa esperienza aiuta molto anche dal punto di vista emotivo e relazionale: «Quando si canta non si pensa ad altro. Ansie e problemi passano in secondo piano. Il coro crea un ambiente di socializzazione molto forte». Il progetto culminerà il 24 di marzo, quando gli studenti porteranno la loro musica alla Casa per anziani di via Ripagrande a Ferrara, cantando per gli ospiti della struttura. L’obiettivo è offrire un momento di condivisione e allegria alle persone anziane. Per gli studenti sarà anche un’esperienza formativa importante, soprattutto perché molte delle classi coinvolte studiano in ambito socio-sanitario.
Il contatto con una realtà come quella delle residenze per anziani rappresenta quindi un’occasione concreta per applicare ciò che apprendono a scuola. Per questo sono stati scelti brani degli anni ’60, proprio per permettere agli ospiti della struttura di riconoscere e cantare insieme le canzoni. Come sottolinea l’insegnante: «Gli anziani restituiscono sempre un’emozione molto forte. Per i ragazzi sarà un’esperienza che porteranno con sé per molto tempo». Il coro scolastico dimostra quindi come la musica possa diventare uno strumento potente di incontro tra generazioni, capace di unire giovani e anziani attraverso qualcosa di semplice ma universale: una canzone condivisa.
Daniele Volpi
Jacopo Russo
Matilde Trapella
Christopher Lodi
5G Tecnico L. Einaudi
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