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Il progetto

La Lis entra in classe: lezioni all’Einaudi di Ferrara

La Lis entra in classe: lezioni all’Einaudi di Ferrara

Si impara all’indirizzo Sanità e assistenza sociale: «È apertura a una nuova prospettiva culturale»

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Nel mese di Febbraio è iniziato un progetto sull’importanza dell’insegnamento della Lis, lingua italiana dei segni, per le persone sorde e non solo, destinato alle classi 5T e 4T dell’indirizzo per la Sanità e assistenza sociale.

In entrambi gli incontri si è potuto notare il notevole interesse degli studenti e il piacere di partecipare con grande entusiasmo e curiosità.

Le due protagoniste del progetto sono state Orietta Preti, sorella della professoressa Doretta Preti dell’Istituto, e sua figlia Tania Silvestri, la quale ha permesso agli studenti di comunicare con la madre sorda e di comprendere che cosa sia la lingua dei segni, raccontando la sua storia.

Una testimonianza dal passato

Negli anni Sessanta e Settanta, per le persone sorde in Italia la regola era una sola: parlare. I segni erano vietati. L’obiettivo imposto era l’oralismo, cioè l’apprendimento forzato della parola attraverso la logopedia e la lettura labiale. In alcuni casi estremi, chi non veniva ritenuto “adatto” alla società rischiava l’istituzionalizzazione. L’integrazione passava dall’obbligo di adeguarsi al modello udente. Oggi quel periodo appare lontano, ma ha segnato profondamente la vita di molte persone. Solo tra gli anni Ottanta e Novanta le lingue dei segni hanno iniziato a ottenere un riconoscimento ufficiale in diversi Paesi anglofoni, aprendo la strada a un cambiamento culturale che ha poi coinvolto anche l’Italia.

La Lingua dei Segni Italiana: una ricchezza ancora poco conosciuta

La Lingua dei Segni Italiana (Lis) non è semplicemente un insieme di gesti, ma una lingua vera e propria, con una propria grammatica, una propria struttura e una comunità che la rinnova e la fa evolvere ogni giorno. I segni nascono, si modificano e si evolvono attraverso il confronto e le proposte condivise. Come tutte le lingue del mondo, anche la Lis cambia nel tempo, seguendo l’evoluzione della società. È espressione culturale, identità e strumento fondamentale di comunicazione per migliaia di persone sorde in Italia. La Lis non è solo apprendimento linguistico, ma apertura a una nuova prospettiva culturale. Molti raccontano che la curiosità è stato il fattore scatenante: scoprire la lingua dei segni significa entrare in un mondo ricco, dinamico e sorprendente. Persone sorde, non “mute”. È importante chiarire la distinzione. Le persone sorde sono sorde, non automaticamente mute. Il mutismo è l’incapacità di comunicare attraverso voce e parola e può es sere legato a diverse cause, come condizioni neurologiche o problemi alle corde vocali. La sordità, invece, è un deficit sensoriale invisibile che riguarda l’udito. Molte persone sorde possono parlare, altre scelgono di comunicare attraverso la Lis. La lettura labiale può aiutare nella comunicazione e nel comprendere la lingua dei segni. In Italia si stimano circa 42.000 persone sorde, mentre le persone sordocieche sono molte meno. In paesi come l’Italia e la Svezia non è considerata una lingua! Le cause della sordità non sono sempre genetiche: possono derivare anche da malattie, incidenti o altre condizioni.

Imparare la Lis

I corsi di Lis sono strutturati su tre livelli: Livello Base: introduzione alla lingua, vocabolario essenziale, strutture semplici ed espressioni facciali fondamentali; livello Intermedio: ampliamento del lessico, maggiore fluidità e strutture grammaticali più complesse; livello Avanzato: uso articolato dello spazio, classificatori, narrazione complessa e alternanza di ruoli.

Italiano segnato e Lis: non sono la stessa cosa

La storia della lingua dei segni oggi viene studiata, documentata e presentata anche nelle università, dove cresce l’interesse accademico verso questa disciplina. Un aspetto interessante è che in Lis il “nome segnico” di una persona può differire dal nome italiano: spesso viene attribuito in base a caratteristiche fisiche (come i capelli) o tratti personali distintivi. Frequentemente si fa confusione tra Lis e italiano segnato: l’italiano segnato utilizza segni che seguono la struttura grammaticale dell’italiano parlato, la Lis, invece, ha una grammatica propria ed è una lingua autonoma. Nelle canzoni, ad esempio, si utilizza di frequente l’italiano segnato per adattarsi al testo musicale. Negli Stati Uniti si usa una modalità analoga definita American sign system, distinta dalla lingua dei segni americana.

Lis tattile: comunicare attraverso il tatto

Per le persone sordocieche esiste la Lis tattile (List), riconosciuta ufficialmente nel 2021 insieme alla Lis. In questo caso, la comunicazione avviene attraverso il contatto: la persona sordocieca appoggia le mani su quelle di chi segna, percependo movimenti, forme e posizioni nello spazio. Esistono anche altri metodi comunicativi: il Metodo Malossi, che utilizza la mano come una “tastiera” dove ogni parte corrisponde a lettere; il Metodo Tadoma, basato sulla percezione delle vibrazioni toccando labbra, guance e gola dell’interlocutore; il Metodo Protactile, che valorizza il contatto diretto e la comunicazione tattile tra pari.

Come approcciarsi a una persona sorda

Il primo passo è semplice: rispetto e naturalezza. È utile: mettersi di fronte alla persona, in modo che possa vedere il volto; parlare chiaramente, senza esagerare coi movimenti delle labbra; attirare l’attenzione con un leggero tocco sulla spalla o un gesto visivo; chiedere quale modalità comunicativa preferisce. Investire nell’accessibilità e nella presenza di interpreti nei servizi significa garantire un diritto fondamentale: quello di comunicare.

Nonostante i progressi, l’integrazione resta una sfida. La mancanza di interpreti nei servizi pubblici rappresenta un ostacolo concreto: negli ospedali, nei pronto soccorso e negli uffici pubblici spesso è necessario richiedere l’interprete con anticipo, quando sarebbe auspicabile averne la presenza garantita. Anche a livello locale i numeri sono significativi: solo a Ferrara e provincia si contano circa 100 persone sorde. Nel 2021 la Lis è stata ufficialmente riconosciuta dallo Stato italiano, un traguardo importante dopo anni di richieste da parte della comunità.

Veronica Volta

Sara Soffritti

Martina Fortini

Alice Guerra

Anika Kumar

5G Ist. Einaudi Tecnico “Grafica e Comunicazione”

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