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L’incontro

La mafia ai giorni nostri: il racconto di Libera agli studenti dell’Einaudi di Ferrara

La mafia ai giorni nostri: il racconto di Libera agli studenti dell’Einaudi di Ferrara

«Se un tempo la criminalità organizzata era legata al controllo fisico del territorio agricolo, oggi si è perfettamente integrata con l’era digitale»

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Sabato 24 gennaio 2026, le classi 5G e 5T dell’Istituto L. Einaudi hanno partecipato a un incontro di fondamentale importanza con l’Associazione Libera, finalizzato a informare gli studenti sull’attualità riguardante le mafie e a promuovere un confronto diretto.

L’attività si è aperta con una riflessione profonda sul concetto di mafia, analizzata non come un fenomeno statico, ma come un’associazione a delinquere capace di trasformarsi radicalmente nel tempo. Se un tempo la criminalità organizzata era legata esclusivamente al controllo fisico del territorio agricolo o urbano, col tempo si è estesa con il controllo di porzioni del tessuto economico e dei traffici illegali e oggi si è perfettamente integrata con l’era digitale.

Dal punto di vista normativo, è stato ricordato come la mafia sia stata riconosciuta giuridicamente per la prima volta solo nel 1982: un anno di svolta in cui l’articolo 416 del Codice Penale venne integrato con l’introduzione del 416-bis grazie alla legge “Rognoni-La Torre”, definendo specificamente il reato di associazione di tipo mafioso. Durante l’incontro sono stati illustrati i diversi aspetti attraverso cui osservare il fenomeno, per poi passare al concetto di antimafia, intesa non solo come azione repressiva delle forze dell’ordine, ma come un insieme di iniziative civili volte a informare, sensibilizzare e prendere posizione.

In questo contesto è stato citato il movimento Addiopizzo, nato nel 2004 a Palermo grazie al coraggio di un gruppo di commercianti che scelsero di esporre un adesivo per dichiarare pubblicamente il proprio rifiuto a pagare il pizzo. Questo spirito di resistenza collettiva è il cuore pulsante di Libera, l’associazione fondata nel 1995 che, oltre alla lotta contro i clan, promuove la giustizia sociale e l’impegno contro ogni forma di illegalità.

Nella seconda parte della mattinata, il relatore ha coinvolto gli studenti in un’attività laboratoriale, chiedendo loro di dividersi in tre gruppi per ricercare informazioni su alcune vittime di mafia. Oltre alla figura di Attilio Romanò, di cui ricorreva l’anniversario della morte, un giovane imprenditore attivo nel settore della telefonia e dell’informatica al dettaglio che fu ucciso per uno scambio di persona all’età di 29 anni, un gruppo ha scelto di approfondire la storia di Giovanni Panunzio, l’imprenditore edile foggiano che ebbe il coraggio di ribellarsi al racket della criminalità locale e di denunciare i propri estorsori. Una scelta che pagò con la vita, ma che portò alla condanna di quattordici esponenti della criminalità organizzata.

Grazie a queste testimonianze, l’incontro si è rivelato un’occasione preziosa di riflessione e crescita, permettendo agli studenti di comprendere che la mafia è un fenomeno ancora drammaticamente attuale e da non sottovalutare mai, ma che può essere contrastato attraverso la consapevolezza e l’impegno civile di ognuno di noi.

Fabiana Evangelisti

Matilde Facchini

5G Tecnico L. Einaudi

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