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Cresciuti coi colori della Spal, il sogno di vederla ancora in vetta

Cresciuti coi colori della Spal, il sogno di vederla ancora in vetta

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La Spal, il sogno della serie A e poi la caduta libera. Tanti di noi ricordano quel giorno. Eravamo piccoli ma la gioia negli occhi, nel cuore dei nostri genitori o nonni non si dimentica. Adesso soffriamo con l’Ars et Labor, ma i colori restano sempre gli stessi e continuiamo a sognare, anche se per molti di noi giovanissimi è stato difficile scegliere cosa fare e dove continuare.

La storia

La Spal nacque nel 1907 a Ferrara come circolo religioso e culturale, fondato dal sacerdote salesiano Don Pietro Rizzo con l’obiettivo di offrire un punto di aggregazione sano per i giovani.

La sezione sportiva si sviluppò rapidamente e nel 1913 si costituì come entità autonoma, affiliandosi alla Figc negli anni successivi. Gli anni d’oro della Spal si svolsero prevalentemente nel dopoguerra, sotto la guida illuminata del presidente Paolo Mazza, una figura leggendaria per il club. Sotto la sua gestione, la squadra raggiunse la massima serie italiana per 19 volte nella moderna Serie A a girone unico. Il punto più alto fu il 5º posto ottenuto nella stagione 1959-1960, un risultato che ancora oggi rappresenta il record storico del club. In quegli anni vestirono la maglia biancazzurra futuri campioni come Fabio Capello e Alberto Bigon.

Dopo decenni di alterne fortune tra Serie B e Serie C, la Spal visse una nuova, entusiasmante ascesa che la riportò in Serie A nel 2017, dopo quasi 50 anni di assenza. La permanenza durò tre stagioni, un periodo che riaccese l’entusiasmo della città e dei tifosi. Tuttavia, il sogno si trasformò presto in un incubo finanziario.

L’incubo

La gestione americana guidata da Joe Tacopina, subentrata nel 2021, non riuscì a garantire la solidità economica necessaria. Nonostante la salvezza sul campo in Serie C al termine della stagione 2024-2025, la società non riuscì a far fronte agli oneri finanziari e agli adempimenti richiesti per l’iscrizione al campionato successivo.

La crisi precipitò a giugno 2025, quando la Spal non presentò la documentazione necessaria entro la deadline per l’ammissione alla Serie C. I debiti accumulati, stimati in oltre 10 milioni di euro, e la conseguente esclusione dai campionati professionistici segnarono la fine della Spal Srl. Il 6 agosto 2025, il Tribunale di Ferrara ha ufficialmente dichiarato il fallimento della storica società, ponendo fine a 118 anni di storia continuativa nel calcio italiano. Di fronte al baratro, la comunità ferrarese e le istituzioni locali si sono mobilitate immediatamente. Sotto l’egida del Comune, è stato indetto un bando per affidare la gestione di una nuova società che potesse ripartire dai campionati dilettantistici e mantenere viva la tradizione calcistica in città. Un gruppo di investitori italo-argentini, guidato da Juan Martin Molinari, si è aggiudicato il progetto.

Il cambio

La nuova società ha assunto la denominazione di Ars et Labor Ferrara e ha ottenuto l’ammissione al campionato di Eccellenza (il quinto livello del calcio italiano).

Sebbene la nuova entità non possa, per il momento, utilizzare lo storico marchio Spal, che è stato messo all’asta nell’ambito della procedura fallimentare, continua a giocare le partite casalinghe nell’amato Stadio Paolo Mazza e si propone di riportare il calcio ferrarese ai livelli che la città merita.

La storia della Spal, dunque, non è finita, ma ha semplicemente voltato pagina, pronta a scrivere un nuovo capitolo dalle fondamenta dell’Eccellenza. Ferrara può e deve ancora sognare e riprendersi quello per cui ha lottato nel corso degli anni.

Marcello Bacilieri

Nicola De Biagi

Davide Furini

Lorenzo Schiattarella

1G Liceo Ariosto

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