La Nuova Ferrara

Il viaggio nella storia

Intramontabili, cos’è un classico? Braccini “riscrive” le Argonautiche

Intramontabili, cos’è un classico? Braccini “riscrive” le Argonautiche

Il professore: «Il successo immediato non garantisce che un’opera resti»

4 MINUTI DI LETTURA





Il sole tramonta e i riflettori si accendono in oltre 400 licei classici di tutta Italia. Una notte da vivere tra opere classiche e miti, letture e drammatizzazioni, musiche e danze. La Notte nazionale del liceo classico è arrivata alla 12ª edizione, così venerdì 27 marzo anche all’Ariosto di Ferrara si sono aperte le porte per un viaggio nelle culture greca e latina. Affiancati dai professori, gli studenti di ginnasio e liceo si sono messi in gioco, facendosi attori di un’altra epoca tra toghe bianche e corone d’alloro, prendendo per mano il pubblico e conducendolo alla scoperta del mondo classico in cui ogni giorno sono immersi.

Le Argonautiche sono l’opera che non ti aspetti. Tommaso Braccini, professore di Filologia classica all’Università di Siena, ce le ha raccontate alla presentazione del suo ultimo libro “Il viaggio più pericoloso della storia: sulla rotta degli Argonauti” in apertura della Notte nazionale del Classico di quest’anno al liceo Ariosto. I ragazzi del progetto “Galeotto fu il libro” si sono impegnati preparando domande per l’autore, nella realizzazione di contenuti multimediali e letture teatrali sulla storia e sui personaggi del libro.

Gli Argonauti sono un gruppo di eroi che partono alla conquista del vello d’oro, una pelle dorata di montone custodita in Colchide; ma a causa di una serie di vicissitudini sono costretti ad allungare il viaggio toccando ogni sponda del Mediterraneo.

In quest’opera scopriamo che Giasone, il protagonista, non è il classico eroe greco che ritroviamo per esempio nei poemi omerici, ma anzi ci viene presentato come un uomo comune che si ritrova a gestire eroi molto più forti di lui, un personaggio in cui ognuno di noi si può immedesimare. Ma non è sempre stato così: prima di essere il damerino, a tratti anche un po’ meschino come lo descrive Apollonio Rodio, nelle versioni più arcaiche Giasone è un eroe di tutto rispetto. Il mito degli Argonauti è infatti antichissimo, anche più dei poemi omerici, che vi attingono per le vicende narrate.

In questa “nuova” versione di Apollonio i personaggi femminili conquistano uno spazio maggiore, poiché spesso prevaricano su quelli maschili dimostrandosi più intraprendenti e coraggiosi. Per esempio, è sempre Medea ad escogitare piani per tirarsi fuori dai pericoli. In Libia poi, gli Argonauti vengono salvati da un gruppo di dee locali, le Eroine. Ed è Arete, regina dei Feaci, ad accoglierli sull’isola e ad organizzare le nozze di Medea e Giasone.

Si può cogliere un altro elemento di modernità nel racconto di questo viaggio: l’Argo, la nave parlante che trasporta gli Argonauti, è allegoria dello stato dove ognuno svolge una sua funzione creando armonia. Ercole, per esempio, viene abbandonato durante il viaggio perché è una presenza troppo ingombrante sia dal punto di vista fisico che dell’esercizio dell’autorità, mettendo spesso in ombra Giasone. Vediamo dunque una critica verso l’acquisizione di un potere eccessivo da parte del singolo ed un elogio all’eunomia, il buon governo. Il libro di Braccini ci racconta tutto questo attualizzandolo nelle epoche successive, come quella romana o contemporanea, con divertenti riferimenti alla pop culture, dimostrando come il mito degli Argonauti attraversi le epoche.

Gli studenti della redazione dell’Ariosto Radio Web, molto affascinati da questo aspetto così attuale del libro, hanno conversato con Braccini, interrogandosi in particolare sul valore dei classici e su quali siano i requisiti per definire un classico oggi: l’intervista integrale è ascoltabile sulla pagina Spotify e Spreaker dell’Ariosto Radio Web.

«Grazie per questa domanda, che è particolarmente complessa – espone l’autore – perché tendiamo a unire due aspetti che non necessariamente vanno insieme: cioè l'avere un grande successo attuale e lo status di classico, nel senso che ci possono venire in mente libri che hanno avuto un enorme successo in tempi più o meno recenti. Citiamone due: “Il codice Da Vinci” e la saga di Harry Potter. Sono dei classici? Ma soprattutto, saranno i classici del futuro? Questo è molto più complesso da dire. Non necessariamente ciò che ha un grande successo oggi lo avrà anche in futuro e non necessariamente un classico ha avuto successo quando è uscito. La stessa Medea di Euripide quando venne rappresentata la prima volta fu un solenne insuccesso. È diventato un classico solo dopo.

Allora questo cosa ci insegna? Che il successo immediato non è necessariamente una garanzia di avere quella qualità che serve a un classico, che lo rende resistente anche al passare del tempo e allo stesso modo ci invita a tenere gli occhi aperti. Non necessariamente quello che va per la maggiore ha la stoffa vera del classico e che sarà rilevante anche per il futuro. Può averla, ma non è detto. Quindi è anche uno stimolo a guardare oltre, magari a cercare libri, testi, film, canzoni un po' più di nicchia, che però noi sentiamo che hanno qualcosa di importante, che hanno una stoffa, perché potrebbero essere veramente i classici del futuro”.

Così come Apollonio Rodio riscrive in modo moderno un classico – classico perfino per lui –, Tommaso Braccini ci parla degli Argonauti con una veste fresca e uno sguardo al nostro presente e futuro.

Rachele Benini

Andrea Rivalta

3B liceo Ariosto

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google