Notte del Liceo Classico: l’humanitas all’Ariosto di Ferrara
Preside Urbinati: «Non la si può raccontare, va solo vissuta». Letture, performance e confronto serale dopo la campanella
Ogni anno, c’è una notte in cui le luci dei licei classici italiani non si spengono al suono dell’ultima campanella. È la Notte Nazionale del Liceo Classico, un’iniziativa che coinvolge centinaia di scuole in tutta Italia e che trasforma gli spazi scolastici in luoghi vivi di cultura, incontro e condivisione. Così accade anche al Liceo Ariosto di Ferrara che da sempre partecipa all’evento e che anche quest’anno, durante la serata di venerdì 27 marzo dalle 18 alle 24, ha aperto le sue porte a studenti, famiglie e curiosi.
La genesi
L’evento è nato nel 2015 da un’idea del professor Rocco Schembra, docente di Latino e Greco presso il Liceo Classico “Gulli e Pennisi” di Acireale in Sicilia. Il suo obiettivo era quello di valorizzare il Liceo Classico e contrastare i pregiudizi che negli ultimi anni lo hanno spesso dipinto come un indirizzo obsoleto, troppo nozionistico e quindi poco utile nel mondo tecnologico attuale. Eppure l’iniziativa, nel corso degli anni è cresciuta rapidamente, arrivando a coinvolgere più di 350 licei su tutto il territorio nazionale, uniti dal desiderio di dimostrare quanto il pensiero critico e la bellezza delle lettere classiche siano fondamentali per comprendere e affrontare la complessità della modernità.
Il tema
Quest’anno, in occasione della XII edizione della Notte, il tema che è stato scelto è l’humanitas, un concetto centrale nella tradizione greco-latina, ma ancora profondamente attuale. L’humanitas può essere intesa come la capacità di essere pienamente umani, di riconoscersi negli altri e di vivere in equilibrio tra dimensione individuale e collettiva. È una tensione costante tra individuo e comunità, tra legge e coscienza, tra ragione e passione, sintetizzato nel celebre verso di Terenzio: Homo sum, humani nihil a me alienum puto, “Sono un uomo, nulla di ciò che è umano mi è estraneo”. Tutti gli studenti dei licei classici d’Italia sono chiamati a riflettere su queste idee attraverso letture, performance e momenti di confronto.
Al Liceo Ariosto
L’evento si è aperto con un incontro speciale, guidato dai giovani studenti del progetto “Galeotto fu il libro… classico”, che hanno dialogato con lo scrittore Tommaso Braccini. Le domande sul suo recente volume “Il viaggio più pericoloso della storia. Sulla rotta degli Argonauti” (Il Mulino, 2024), si sono susseguite numerose, animate da grande curiosità e interesse. Alle 21, dopo un rinfresco condiviso insieme ai ragazzi dell’Istituto Vergani-Navarra, l’atrio Bassani si è progressivamente riempito di genitori, amici e volti sorridenti. Nell’aria si percepiva la voglia dei ragazzi di vivere la serata che attendono e preparano per mesi. Ed è stato proprio con quell’energia e con quelle emozioni che si è dato il via agli spettacoli delle singole classi che hanno dato voce e forma a quell’entusiasmo che, per tutta la sera, ha reso l’atmosfera calda, viva e profondamente partecipata.
Le performance
C’è chi ha scelto di partire dal presente, come la classe 5ªA che ha portato sul palco una situazione ormai fin troppo familiare: uno studente alle prese, a tarda sera, con i compiti ancora da finire e che cerca aiuto nel “sapere” di ChatGpt. Tra ironia e realismo, i ragazzi hanno dato voce alle risposte dell’intelligenza artificiale, condividendole con il pubblico e accompagnandole con una riflessione: quanto può un mezzo digitale sembrare umano, fino a trasformarsi quasi in un interlocutore, se non addirittura in un amico? Altri invece hanno giocato con i modelli della televisione, reinventandoli in chiave classica. Tra questi, la 4ªB, che ha riletto il format di “Ciao Darwin”, immaginando un confronto acceso e divertente tra l’elegante Saffo e l’intemperante Alceo. E ancora c’è chi ha trasformato il palcoscenico in un’indagine, come gli studenti della 3ªB che hanno reinterpretato “Chi l’ha visto? ”, dando vita alla ricerca di Sosia, personaggio dell’Anfitrione di Plauto. Tra interviste e colpi di scena la sua scomparsa si è rivelata frutto di un inganno divino, orchestrato da Zeus e Mercurio. E in conclusione, citiamo le parole del dirigente del Liceo Ariosto di Ferrara, Domenico Marcello Urbinati, con cui ha terminato la sua riflessione sulla XII edizione della Notte: «La Notte del Classico non la si può raccontare, va solo vissuta».
Giulia Paltrinieri
Giovanna Grata
Classe 3B
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