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La simulazione

Omnia vincit Amor: il verdetto della 2B. La guerra, non un mito ma dolorosa realtà

Omnia vincit Amor: il verdetto della 2B. La guerra, non un mito ma dolorosa realtà

La scuola diventa un’aula di tribunale senza tempo per il dramma giudiziario. L’originale formula scelta per chiedersi quale forza governa il nostro destino

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Per la Notte del Classico, la classe 2ªB ha messo in scena un dramma giudiziario ambientato in un’aula di tribunale senza tempo, in cui studenti e studentesse hanno interpretato divinità e poeti dell’antichità. Al centro della rappresentazione, una domanda fondamentale: quale forza governa il destino umano?

A confrontarsi sono Ares, dio della guerra, e Afrodite, dea dell’amore, sotto il giudizio della sapiente Atena. La rappresentazione si apre con l’arringa di Afrodite che sostiene la superiorità dell’amore, forza capace di unire ciò che è diviso. Ares ribatte, descrivendo l’amore come causa di conflitti, ricordando la guerra di Troia, scoppiata per Elena. E quindi considera la guerra come portatrice di gloria, coraggio e civiltà. Per chiarire la questione, Atena concede ad entrambe le parti di convocare dei testimoni.

A sostegno dell’Amore parlano i poeti lirici: Saffo ricorda che la vera bellezza risiede in ciò che si ama; segue Catullo che, attraverso i suoi carmi mostra la complessità del sentimento, tra passione e tormento e definisce l’amore come la forza capace di dare senso alle azioni degli uomini. Sul fronte opposto, a sostegno della Guerra, interviene Virgilio, che nell’Eneide, poema epico sulle remote origini di Roma e sul suo destino di egemonia, esalta il sacrificio e la lotta come fondamenti della grandezza di Roma.

A sostegno di Ares giungono anche le Amazzoni, che vedono nella battaglia la disciplina e il coraggio necessari a proteggere ciò che si ama. Il momento culminante arriva quando Atena rompe la dimensione letteraria e riporta il pubblico alla realtà. La guerra non è un mito, ma una realtà dolorosa che distrugge l’humanitas, vite e legami, lasciando solo dolore e devastazione. Con un gesto simbolico, la dea pone la Guerra e l’Amore sui piatti di una bilancia. Il verdetto è inequivocabile: la bilancia pende verso l’Amore. Atena dichiara vincitrice Afrodite, affermando che senza il valore dei legami tra gli uomini non esiste futuro.

Lo spettacolo si chiude con un potente messaggio corale e visivo: tutti gli attori mostrano un cartellone con la scritta Omnia vincit amor, celebrando il trionfo dell’amore sulla violenza. Un finale che ricorda come l’amore sia l’unica via per costruire il futuro, ieri come oggi.

Martina Chendi

Giulia Paltrinieri

Classe 3B

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