Tre esempi di humanitas
Da Prometeo alla tregua di Natale 1914. La 3A riscopre eventi e miti solidali
Caro lettore, se ti chiedessi di farmi un esempio di humanitas, un gesto, il suo significato o un’azione pratica, che cosa faresti? La classe 3A, durante la Notte Nazionale del Liceo Classico ne ha proposto tre esempi, utilizzando una lettura storica e mitologica, riadattata a un contesto televisivo. La rappresentazione è cominciata con un episodio di C’è Posta per Te in cui sono stati protagonisti Odisseo e Nausicaa. Il celebre eroe greco, infatti, vittima di un naufragio, si ritrova nell’isola dei Feaci, dove viene accolto dalla corte reale, dopo esser stato presentato da Nausicaa, figlia del re, che lo trova sulla spiaggia in seguito al naufragio.
La classe ha così rappresentato l’humanitas nel suo senso di ospitalità: Nausicaa vede in Odisseo un essere umano prima di uno straniero. Non sa chi sia l’uomo che ha davanti eppure decide di aiutarlo, consapevole che chiunque potrebbe trovarsi nella sua posizione.
Il secondo episodio, ambientato a Forum, racconta invece dell’ipotetico processo di Zeus a Prometeo, celebre Titano che sfidò l’autorità degli dei rubando il fuoco per donarlo all’umanità. Questo gesto mette in luce la generosità e l’amore di Prometeo verso gli esseri umani, poiché decise di anteporre il bene altrui al proprio interesse e alla propria sorte.
Nel terzo e ultimo esempio di humanitas, la classe 3A ha proposto un episodio storico più vicino ai nostri tempi. In un video realizzato dai ragazzi, è stata rappresentata la tregua di Natale 1914, in cui soldati tedeschi e britannici sospesero i combattimenti per scambiarsi doni e per vivere un momento di convivialità facendo una partita di calcio.
Grazie al lavoro della classe 3A abbiamo riscoperto eventi e miti che mettono in luce momenti di solidarietà e rispetto tra gli esseri umani, nonostante troppo spesso le persone si siano dimenticate e si dimentichino tuttora di un principio etico fondamentale: siamo tutti esseri umani prima di essere avversari, stranieri, o nemici.
È quindi sempre possibile abbattere quei muri che portano a chiusure e divisioni, per costruire ponti che uniscano per davvero.
Mattia Cazzola
Giovanna Grata
Classe 3B
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