“Adriatica”, un luogo che non esiste ma diventa reale
Per Gezzi è il debutto nella narrativa con Feltrinelli
Esiste un luogo, lungo la costa adriatica, che non si trova su nessuna carta geografica, eppure appare familiare a chiunque abbia guardato il mare almeno una volta. Si chiama Adriatica ed è lo sfondo scelto da Massimo Gezzi per il suo vero e proprio esordio nella narrativa con Feltrinelli. Lo scrittore lo ha presentato al Festival delle Parole.
Adriatica (Gramma Feltrinelli, 2025) è un paradosso: un luogo concreto e di fantasia al tempo stesso. «La finalità era rendere riconoscibile un luogo che già si conosce», spiega l’autore, sottolineando come volesse rendere particolare un luogo come il mare. La copertina stessa, un rettangolo di mare generico, diventa un simbolo generale dove l’immaginazione del lettore è libera di ancorarsi. Da una parte c’è Tullio, 68 anni, un uomo che si porta addosso il peso di una vita non vissuta. Schiacciato da un rapporto stretto con la madre e segnato da un ictus, Tullio vive un’epoca di bilanci di una vita passata e di incertezze. Dall’altra parte c’è Emily, 18 anni, una ragazza che vive la notte come un tempo’ “assoluto’’di rabbia e crisi. Emily è lo specchio della contemporaneità: tra la confessione sconvolgente di un’amica e il sexting online, vive un’inquietudine che non trova pace. Il loro incontro sul molo è il centro libro. Tullio, eccezionalmente ubriaco per sfogare il dolore della perdita di una persona cara, inciampa ed Emily lo aiuta. In quel contatto nasce un vero e proprio dialogo, un confronto tra due generazioni separate da oltre mezzo secolo. Il titolo originale del libro avrebbe dovuto essere Le lune di Urano. Durante la notte, Emily, infatti, si interroga sul pianeta lontano e scopre, tramite il cellulare, che Urano ha 27 lune. Queste piccole presenze celesti sarebbero dovute diventare la metafora dei personaggi, «frammenti irregolari che si completano a vicenda nel buio’», come ha concluso l’autore.
Elisa Pagliarini (4B)
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