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Crescita, musica e politica: “L’occupazione” di Berselli

Crescita, musica e politica: “L’occupazione” di Berselli

Il libro racconta la storia di due giovani che vivono negli anni ’70. L’autore: «L’adolescenza è il periodo più bello e tragico della vita di ognuno»

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Venerdì 17 aprile, Factory Grisù. Nel suo nuovo romanzo di formazione “L’occupazione” (Elliot, 2026), lo scrittore, umorista e docente di tecniche della narrazione Alessandro Berselli racconta un’esperienza di vita e di crescita, la storia di un’occupazione studentesca di giovani liceali.

Nel libro, che vede protagonisti Matteo e Zoe, di 18 e 17 anni, la musica, le difficoltà, le risate, le amicizie, gli ideali e gli amori dell’adolescenza si intersecano con i tragici eventi della Storia dell’Italia degli anni ’70, come il rapimento e la morte di Aldo Moro il 9 maggio 1978, stesso anno in cui è ambientato il presente romanzo.

I due adolescenti condividono speranze, ideali politici e gli stessi gusti musicali: insomma, sembrerebbe non mancare nulla per coronare la loro felicità e il loro amore durante l’occupazione studentesca di cui sono promotori. Un fatto tremendo però stravolge in maniera drammatica la vita di tutti i protagonisti del Liceo scientifico Schopenhauer.

Il tema centrale del romanzo, che all’autore-insegnante sta molto a cuore, è l’adolescenza, il periodo più bello quanto tragico della vita di ognuno di noi. Durante questa fase, si formano pensieri ed ideologie. Attraverso tentativi di crescita risoluti e talvolta maldestri, ci si chiede quotidianamente chi si vuole diventare, mentre si guarda l’immenso orizzonte della vita futura. È questa la tragicità dell’essere adolescenti, che anche i protagonisti del romanzo sperimentano. Non viene riconosciuto loro né l’essere ancora adulti, ma neanche l’essere più bambini.

Un altro tema centrale all’interno del romanzo di Berselli è quello politico: seppure non presenti uno sguardo nostalgico, l’autore narra l’occupazione studentesca di Zoe e Matteo, simbolo della voglia di essere protagonisti degli studenti e dei giovani di quel tempo.

Ma i tempi cambiano: «Matteo e Zoe incontrano i loro stessi del 2026: che cosa si direbbero?». L’autore risponde a questa domanda con convinzione: ogni generazione ha il diritto di sostenere le proprie istanze, nessuna generazione è migliore o peggiore delle altre, semplicemente differiscono tra loro.

Si apre per Berselli un ultimo argomento da affrontare: la musica. «Se metto prevalentemente dialoghi nei libri, come faccio a capire come è fatto il mio protagonista senza descrizioni?». All’autore non piace vincolare la fantasia dei suoi lettori con descrizioni rigide e minuziose. Infatti, nei suoi libri è soprattutto la musica a descrivere i personaggi: quella degli anni ‘70 era anche una questione politica, ma allo stesso tempo rappresentava i sogni di una generazione, che si stavano realizzando anche grazie alla stessa musica.

In questo romanzo, come affermato dal suo amico e presentatore Paolo Panzacchi, l’autore bolognese, classe 1965, mescola nella sua scrittura due anime artistiche, che si fondono per crearne una nuova. Una è quella del romanziere crime, l’altra è quella dell’umorista caustico e corrosivo dei suoi esordi, che però non tralascia i temi di grande intensità.

Anna De Candia (3B)

Anita Martino (3B)

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