La Nuova Ferrara

A due voci

Esordire oggi: dialogo tra Maria Teresa Rovitto ed Elisa Andriano

Esordire oggi: dialogo tra Maria Teresa Rovitto ed Elisa Andriano

Autrici rispettivamente di “Sembrava dovessero incendiare il mondo” e “L’aneddoto dei calchi”

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Le loro voci erano destinate alla scrittura. Al Festival delle parole Elisa Andriano e Maria Teresa Rovitto hanno parlato dei loro libri, “Sembrava dovessero incendiare il mondo” (Clown Bianco, 2026) e “L’aneddoto dei calchi” (Terrarossa edizioni, 2026) e della creazione delle rispettive trame. Per Andriano l’esordio è una responsabilità su più piani: uno personale, per arrivare alla serenità di aver raccontato la propria storia ad altri; uno editoriale, in cui ci si è assunti le proprie responsabilità. L’ultimo è quello storico: «Viviamo in un periodo storico difficile, ma l’arte in ogni sua forma ha sempre aiutato l’uomo nella sublimazione del dolore». La trama è arrivata dal bisogno di parlare della frattura e del tradimento subito dalle generazioni millennial e X, che per l’autrice «sembrava dovessero incendiare il mondo». Andriano ha spiegato che quando si approda al romanzo è come riempire la propria vita del romanzo stesso. Per Rovitto l’esordio è arrivato come un atto inevitabile quando si pubblica il primo libro. Lei ha lavorato con riviste e ha scritto poesie. Però la scrittura è responsabilità, non si può scappare dal dialogo con il contemporaneo. La trama per lei è arrivata attraverso la conoscenza del mondo della performance artistica, grazie ad una di queste che trattava dei calchi di Pompei. I due libri non sono “romanzi di formazione”, ma “romanzi di frattura”: Carlotta, protagonista di Sembrava dovessero incendiare il mondo, Livia e Zoa, protagoniste de L’aneddoto dei calchi, subiscono infatti delle fratture. Per entrambe centrale è il corpo. Per Rovitto è una necessità legata al raccontare la fisicità come una soglia: Livia deve affrontare un’archeologia del suo corpo per la performance vb66 di Vanessa Beecroft; Carlotta fronteggia quella che lei crede una trasformazione di un corpo che è lì, che vuole essere visto e che viene usato per avere il controllo. Un altro tema che accomuna i due romanzi è l’importanza della città e della sua funzione nella narrazione. Andriano ha deciso di ambientare la sua storia a Ferrara, città chiusa come Carlotta; Rovitto ha scelto Napoli. Per concludere hanno lasciato dei consigli di lettura: La vergogna di Annie Ernaux e la produzione di Alessandra Saugo.

Anna Franceschini (3A)

Anita Martino (3B)

Andrea Rivalta (3B)

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