Faccia a faccia con Peppe Misso: le parole della scrittrice Ciabatti
Un colloquio confidenziale e intimo con l’ex boss della Camorra
«La letteratura sta a metà tra il male e il bene ed è uno spazio pieno di sfaccettature». Con queste parole la scrittrice Teresa Ciabatti ha presentato il suo ultimo romanzo: Donnaregina (Mondadori, 2026) in occasione della terza serata del Festival delle Parole. Il libro racconta la storia di una protagonista “normale”, una donna tipo, che si ritrova catapultata in un contesto che non conosce, a scrivere di un argomento a lei lontanissimo: la Camorra.
L’autrice affronta questa sfida incontrando il “pezzo grosso della Camorra”, Peppe Misso. Lei dovrà infatti intervistarlo e scrivere di lui, sebbene totalmente estranea alla criminalità organizzata. Tuttavia, spinta da Roberto Saviano, l’autore per eccellenza se si tratta di criminalità organizzata, Ciabatti ha piano piano fatto breccia nel boss, alimentando un sentimento di fiducia da parte di quest’ultimo. Agli occhi di Misso la scrittrice sembra facilmente manipolabile, ma lei, rendendosene conto, decide a sua volta di tradire la fiducia del boss e l’immagine del passato eroico che lui stesso aveva dipinto per sé. All’autrice interessa infatti quello che qualsiasi giornalista d’inchiesta avrebbe ignorato, il cosiddetto “materiale di scarto”, quello che invece è diventato il focus del romanzo. Ciabatti ha infatti incentrato la sua inchiesta sull’umanità del criminale e non ha perso l’occasione di sottolineare quanto la sua figura sia concepita come distante dalla società, dimostrando che nell’immaginario collettivo allontanare ciò che è altro da noi è estremamente consolatorio. L’autrice ha poi confessato di aver scritto Donnaregina inizialmente come un vero e proprio reportage della storia di Misso, ma che rileggendolo ha riconosciuto che sarebbe stata una storia “non scritta da lei” e perciò ha rivoluzionato la struttura del romanzo, inserendo un secondo filone, quello personale, quello della famiglia. Il libro infatti è continuamente soggetto al divenire: spesso durante il romanzo il punto di vista cambia e la storia muta in base alle necessità dell’autrice. Questi sono alcuni tra i punti di forza della sua narrazione.
Ciabatti aveva infatti immaginato che la storia personale della protagonista avrebbe in qualche modo dovuto prevalere sull’epica fantastica che il boss aveva costruito. La storia della protagonista è infatti incentrata sul rapporto generazionale tra genitori e figli, quasi mai idillico ma che sicuramente rappresenta uno dei temi centrali nella nostra società. La scrittrice infatti ci suggerisce tra le righe che è estremamente importante per un genitore captare i segnali dei figli, spesso difficili da comprendere ma che se ignorati provocano grossi danni. Donnaregina è quindi un viaggio in mondi lontani, per realizzare però che l’unico mondo davvero estraneo è quello dentro la propria casa e la penna di Ciabatti non avrebbe potuto descriverlo meglio.
Anita Martino (3B)
Camilla Occhiali (3B)
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