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Il giornalismo nell’era digitale

Il giornalismo nell’era digitale

Un viaggio nell’oceano delle notizie: «Ora l’obiettivo è convincere il fruitore a leggere un articolo in soli 30 secondi»

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La vita di un giornalista è un’odissea vera e propria: la ricerca costante di articoli, la necessità di essere i primi a catturare una notizia, il gigante di Internet che, goloso di fake news, potrebbe ingerire anche le speranze del povero Odisseo...

Chi affronta tutto ciò si è voluto raccontare, in occasione del Festival delle parole: venerdì 17 aprile infatti sono sbarcate sulle coste del Factory Grisù, in via Mario Poledrelli 21, cinque voci del panorama giornalistico locale e nazionale: Francesca Milano, la vice direttrice del quotidiano online Open, Martina Pennisi, reporter del Corriere della Sera, Nicola Franceschini, penna freelance ferrarese e Marco Zavagli, direttore di Estense.com. La collega de La Stampa Giulia Ricci, moderatrice dell’incontro, ha portato il dialogo su temi quali la (troppo) rapida ossidazione delle notizie, la metamorfosi dei canali di comunicazione e persino l’evoluzione delle strategie comunicative: scrivere lunghi articoli, oggi più di un tempo, non è più una garanzia per attirare il pubblico lettore, così come la strategia del ragionare su un target specifico è ormai vincente rispetto a quella di rincorrere i grandi numeri.

Perché oggi le notizie viaggiano più veloci che mai? Come si può salire sul treno in corsa? Un odore di malinconia ha invaso la sala, perché le abitudini del passato, come comprare il giornale la mattina o guardare il programma della sera in tv, sono sparite. Il nuovo mondo dell’informazione sfrutta i social, le armi a doppio taglio per eccellenza, per invadere la scena di notizie: purtroppo la loro impressionante rapidità si affianca alla spaventosa massa di contenuti falsi circolanti dai quali è bene imparare a difendersi.

«Non serve a niente rammentare il passato, adesso l’obiettivo è convincere il potenziale fruitore a leggere un articolo in soli trenta secondi, il tempo medio di un reel». In questo modo Francesca Milano descrive ai presenti il nuovo requisito comunicativo richiesto ai giornalisti per far sì che la verità possa continuare ad essere diffusa – missione primaria del giornalista – e ascoltata. Milano consiglia inoltre ai colleghi altre modalità per raccontare le storie di ogni giorno, tra le quali i podcast e la tv channel rappresentano le due nuove principali frontiere.

Dopo un fragoroso applauso da parte del pubblico al termine degli interventi, la conferenza si è conclusa con un grande punto interrogativo: la qualità dell’informazione ha ancora un senso in questo oceano di parole?

Giulio Fratta (2A)

Pietro Pifferi (5C)

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