La Nuova Ferrara

La sfida

L’autore invisibile delle traduzioni

L’autore invisibile delle traduzioni

La tavola rotonda con Carmignani, Piumini e Pavani

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Chi è un traduttore? È stato questo il focus della tavola rotonda sul mestiere di tradurre al Festival delle Parole. Ospiti Ilide Carmignani, Michele Piumini e Monica Pavani, tre illustri traduttori italiani. La traduzione letteraria, come il linguaggio, è uno strumento per veicolare le emozioni racchiuse tra le pagine di un’opera, e in quanto tale non può che essere una facoltà prettamente umana. Non è dunque possibile delegarla all’intelligenza artificiale, incapace di entrare nell’atto creativo di un autore, processo necessario per tradurre correttamente, come sottolinea Pavani. La velocità a cui corre la società moderna tuttavia, non ha il tempo di aspettare i tempi indispensabili ai traduttori per rendere, in modo fedele, l’intenzione comunicativa di un autore. Proprio il tema della fedeltà è stato discusso durante la tavola rotonda: “fedele” è un termine che ha insite connotazioni maschiliste e che non rispecchia effettivamente il lavoro che compie un traduttore sul testo. Un termine più adeguato è “leale”, che veicola sia il valore dell’aderenza alle parole del testo sia quello dell’utilizzo dell’ingegno e della fantasia, in grado di comunicare, in maniera innovativa, il concetto che l’autore intende esprimere nella sua lingua madre.

Sottolinea inoltre Piumini che la sfida maggiore per un traduttore è resistere alla tentazione di riscrivere e immaginare nuovamente il libro: bisogna essere in grado di non sovrapporsi all’autore, ma di essere camaleontico, quasi invisibile. La maggior parte dei relatori della tavola rotonda ritiene infatti che il traduttore sia un autore invisibile: uno scrittore che all’occhio comune appare di serie b, inferiore, ma che nella realtà dà vita a scritti altrui , nascondendosi nell’ombra. Filo conduttore di tutto l’evento è stato il ricordo dei due amici Guido Fink e Vincenzo Montanari, rinomati traduttori ferraresi che hanno accompagnato e guidato le vite dei tre ospiti nel mondo della traduzione.

Tradurre dunque non è un’operazione meccanica, ma richiede di costruire un ponte tanto invisibile quanto stabile, che colleghi emotivamente un autore con tutti i suoi lettori, ovunque essi siano e qualunque sia la loro lingua. Un esercizio non semplice ma che va fatto con grande competenza e bravura.

Sara Pancaldi (5C)

Alice Poerio (5M)

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