“La gioia di ieri” di Elena Stancanelli
Il cammino di Anna, storico avatar dell’autrice
Protagonista venerdì è stata la scrittrice Elena Stancanelli, che ha presentato la sua ultima pubblicazione “La gioia di ieri” (Einaudi, 2025). In questo libro in tre atti, Stancanelli ci racconta una nuova fase di Anna, suo storico “avatar” letterario, a 55 anni e con due separazioni alle spalle. In questo romanzo politico e biologico, la protagonista trasforma il proprio cambiamento fisico in una ricerca di “molteplicità”, rifiutando il modello della coppia tradizionale, fonte di gelosie e tradimenti, per costruire un’isola franca: una comunità di affetti liberi dalle definizioni stereotipate e dagli impegni che comporta una relazione come la coppia.
Nel corso del libro la protagonista scopre che il modello coniugale di coppia costruito dalla società può essere sostituito con altre modalità con cui l’amore può essere sperimentato. In questa rete brilla Micol, giovane studentessa che abita con lei e con cui Anna scambia visioni del mondo, in un rapporto che sfida le definizioni tra amicizia e amore. Il legame con l’altro passa anche attraverso il mondo animale: lo sguardo della cagna Mina, prima che compia un atto estremo ed inspiegabile, e il suo accoppiamento ricordano ad Anna che la spinta vitale non si esaurisce. Il rapporto tra Anna (e l’autrice stessa) con gli animali è tanto vitale quanto mistico: per l’autrice, essi, con il loro caratteristico linguaggio, rappresentano una scorciatoia per credere nell’esistenza di un mondo ultraterreno.
Ispirandosi alla filosofa statunitense Donna Haraway, l’autrice sposta il focus dalla denatalità alla cura di chi abita la Terra, scagliandosi contro l’eredità della pandemia. Stancanelli critica duramente la reazione che lei definisce “lievito madre”, il chiudersi in se stessi per curare il proprio io dimenticando gli altri e denuncia il fallimento della sanità pubblica, che dopo tante promesse è tornata all’immobilismo di prima. L’autrice sottolinea anche la rimozione dalla nostra memoria della pandemia, dovuta ad una mancata rielaborazione collettiva. Siamo davvero sicuri quindi che la gioia di ieri sia l’unica che esista? Anche quando la vita sembra immobile ed arida, è ancora possibile che qualcosa o qualcuno accada, proprio come nel libro è capitato alla protagonista. Il suo personaggio-avatar non si ferma: l’autrice continua a tenere Anna per mano, sviluppando già nuove idee per continuare a dare voce a questa donna irriverente ed autoironica.
Anna De Candia (3B)
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