Quanto è difficile diventare grandi
L’incontro parte dal romanzo di Insolia. «La ripartenza dopo un periodo di crisi»
«Che adulti siamo diventati e che fine hanno fatto i sogni che sognavamo?». È questa la domanda che si è posto Mattia Insolia, che in occasione del Festival delle parole ha presentato il suo nuovo libro: “La vita Giovane”, (Mondadori, 2026). Il romanzo si articola attraverso le voci di sei ragazzi, membri di un gruppo di amici del liceo, che dopo la maturità si dividono per intraprendere ognuno il proprio percorso di vita. Capita poi che all’età di trent'anni, si ritrovino tutti nel loro paesino d’origine in occasione del matrimonio della coppia storica del gruppo; così Teo, il protagonista, si ritroverà a fare i conti con una realtà che non è cambiata di una virgola anche se gli sembra diversa. Il fatto è che l’unica cosa che è cambiata è proprio lui.
La crisi
Il romanzo nasce da un periodo di crisi, confessa Insolia, causata dall’inevitabile passaggio dall'adolescenza all’adultità. Ed è proprio in quello spazio impercettibile tra le due fasi che l’autore non riesce ad abitare: è stata abbandonata la “vita giovane”, in cui viviamo in potenza e tutto è possibile, ma non si è ancora del tutto immersi in quello che sarà la vita adulta. L’autore, ed in parallelo anche il suo personaggio Teo, si preparano a superare questo confine per sondare il terreno dell’adultità, che spesso costringe ad immaginarsi in modo sistematico in un contesto preciso e delineato.
Rito di passaggio
Il ritorno di Teo e dei suoi compagni di avventure si rivela quindi, una sorta di rito di passaggio, un’ultima esperienza assieme prima di intraprendere definitivamente strade diverse. Il ritorno è infatti uno dei temi fondamentali del romanzo, nonché di tutta la letteratura occidentale, ed è proprio questo viaggio che mette in evidenza il profondo cambiamento avvenuto nei dieci anni di assenza dei personaggi dal luogo d’origine. Ritrovano una realtà diversa perché guardata attraverso occhi diversi, sensazione che Insolia conosce bene, trasferitosi a Milano dalla sua Catania ormai da molti anni. Con il libro l’autore vuole fornire un ritratto della generazione a cui appartiene ma che, in fondo, è trasversale fra le generazioni, perché quale generazione non ha assaporato la libertà e la spensieratezza della gioventù?
Rachele Benini (3B)
Camilla Occhiali (3B)
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Podcast
Le studentesse e gli studenti della redazione dell’Ariosto Radio Web hanno seguito il Festival delle Parole come podcaster e giovani reporter. Il progetto della Web Radio d’Istituto, coordinato dalla professoressa Micaela Rinaldi, nasce come forma di didattica sperimentale e innovativa finalizzata a un coinvolgimento diretto e operativo degli alunni. Una impresa formativa simulata in cui gli studenti sviluppano competenze organizzative e comunicative attraverso compiti reali. Seguono infatti seguito gli eventi interni dell’istituto e quelli in collaborazione con il territorio come Formazione Scuola Lavoro (ex Pcto). I podcast dell’Ariosto Radio Web sono disponibili sulle piattaforme di Spreaker e Spotify.
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