Scarlett in versione aliena e le sue 50 sfumature di nero
Prima visione con la Nuova Ferrara
Under the skin
Un film di di Jonathan Glazer. Con Scarlett Johansson, Antonia Campbell-Hughes, Paul Brannigan, Krystof Hadek, Robert J. Goodwin. Fantascienza, durata 104 minuti - Usa, Gran Bretagna, 2013.
Scarlett Johansonn, nel ruolo di un alieno sbarcato sulla terra, esteticamente ha un aspetto più gradevole di E.T e della regina madre di Aliens; ricorda un po' la Jane Badler che interpretava Diana nella serie cult televisiva di fantascienza degli anni Ottanta “Visitors”. Ma i complimenti terminano qui perché “Under the skin” - un misto di fantasy, thriller esistenziale e videoclip del regista Jonathan Glazer - è un film visionario a scatti, che si prende troppo sul serio e con una punta di malcelato voyerismo. Un’opera black, nel senso che troviamo una cinquantina di sfumature di nero: da quelle notturne e fredde del cielo notturno della Scozia dove è ambientata la storia, passando per quello strano liquido nel quale la protagonista fa cadere in una trappola mortale le sue prede, fino alla capigliatura color pece dell’attrice, bionda per antonomasia nell’immaginario collettivo. Da spietata mantide religiosa, si assiste ad una metamorfosi di questo essere alieno e da cacciatrice diventa preda. Glazer sembra voler spingere l’acceleratore su un simbolismo che evoca Kubrick, su dialoghi ridotti all’osso che ricordano certi film di Antonioni e su una fotografia delle Highlands da ultimo Bond di Sam Mendes. Il tentativo dichiarato è quello di incantare lo spettatore, ma poi, dopo qualche sbadiglio, si finisce per rimpiangere proprio E.T e Aliens.
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