La Nuova Ferrara

Ferrara

CINEMA

Gli incubi del passato nelle due vie del destino

Gian Pietro Zerbini
Colin Firth e Nicole Kidman
◗
Colin Firth e Nicole Kidman

"The Railway" è più vicino a "Furyo" che al "Ponte sul fiume Kway"

2 MINUTI DI LETTURA





Le due vie del destino - The Railway Man
Un film di Jonathan Teplitzky. Con Colin Firth, Nicole Kidman, Jeremy Irvine, Stellan Skarsgård, Sam Reid, Hiroyuki Sanada. Drammatico, durata 116 minuti - Australia, Gran Bretagna, 2013.


di GIAN PIETRO ZERBINI
Dal passato emergono incubi che non si riescono a cancellare, frutto dell’orrore della guerra e della spirale di odio, violenza e vendetta che essa genera. “The Railway Man” è un altro film ricavato da un libro di successo, scritto da un testimone oculare, Eric Lomax, sopravvissuto alla prigionia giapponese. Giovane soldato dell’impero britannico, nel 1942 con la caduta di Singapore finisce prigioniero dell’esercito nipponico che non riconosce la convenzione di Ginevra e con altri colleghi di sventura è costretto a costruire la Ferrovia della morte. Quasi 40 anni dopo i ricordi di quelle torture subite non sono cancellati e Lomax va alla ricerca del suo carnefice per fare i conti con il passato. Una storia cruda quella che il regista Teplitzky porta sullo schermo, ben più vicina a “Furyo” di Oshima che non all’epico “Ponte sul fiume Kway” di Lean. Rimane comunque forte, soprattutto in questo periodo, il messaggio dell’assurdità della guerra. Il film, che ha come denominatore comune la ferrovia, si muove con il flash-back proprio su due binari, gli anni Ottanta con il protagonista sposato e sessantenne che evoca la tragedia della sua passata prigionia nel sud est asiatico. Grande protagonista è Colin Firth in un altro ruolo molto intenso e complesso quello di Lomax maturo. Un attore in grado da solo di tenere la scena.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google