Sangue sotto le luminarie, tre denunciati per la rissa sul Listone
La causa dell'aggressione con sassi, coltello e spranghe, una lite tra profughi afgani per l'appartamento in cui abitano in viale Cavour. Fabbri (Lega Nord): "Più sicurezza nel centro città"
FERRARA. Dopo l’aggressione a sassate, coltello e spranghe, domenica sera, sul Listone, scattano le denunce per rissa a carico di tre cittadini afgani, con lo stato di rifugiati politici.
E’ questo l’atto deciso dai carabinieri di Ferrrara che stanno svolgendo indagini sulla maxi-rissa che ha coinvolto una decina di afgani: i denunciati sono tre persone, un 36enne, un 29enne ed un 25enne ai quali viene contestata la violenta aggressione tra di loro, mentre gli altri sono riusciti a dileguarsi prima dell'arrivo delle forze dell'ordine. I tre sono stati ricoverati in ospedale per ferite lievi ed uno di loro alla testa è ancora trattenuto a Cona. Dai primi accertamenti uno dei coinvolti nella rissa avrebbe impugnato un coltello con cui avrebbe colpito uno dei tre feriti: sulle cause che hanno innescato la rissa vi sarebbero una banale lite di convivenza tra di loro, visto che alcuni vivono in un appartamento in viale Cavour, altri in viale XX settembre, mentre altri ancora in provincia a Gallumara.
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Sul fatto, pur interpellati, nessuno dell’ammnistrazione comunale - assessori o sindaco - ha voluto rilasciare dichiarazioni mentre ad intervenire è il capogruppo leghista in Regione e segretario Lega Nord Ferrara, Alan Fabbri che chiede di «potenziare i presidi delle forze dell’ordine, renderli permanenti, ed espellere a raffica gli immigrati coinvolti» (impossibile da fare, in questa circostanza, tecnicamente - per la cronaca - poichè si tratta di rifugiati politici e richiedenti asilo).
Il leghista Fabbri commenta il fatto sostenendo che «il centro città, a Ferrara, è in mano a nessuno: in via San Romano imperversano gli abusivi, davanti al duomo si consente a immigrati di seminare il panico, con coltelli, sassi e spranghe, il duomo è diventato un murales a uso e consumo dei vandali». Per poi spostarsi dal centro città verso la periferia «tra Gad, palazzo degli Specchi, viale Foro Boario, via Kramer e Pontelagoscuro, ormai consegnato nelle mani dei clandestini». «E il Pd - conclude Fabbri - sarebbe il partito di governo che dovrebbe difenderci dalle minacce di attentati? C’è di che preoccuparsi».
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