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Processo Mazzoni, un altro rinvio e scoppia la rabbia dei truffati

Ieri in aula al processo Mazzoni
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Ieri in aula al processo Mazzoni

Per un disguido tra  procure di Ferrara e Bologna la sentenza per il buco da 12 milioni slitta al 19 gennaio
Le vittime della truffa: «Basta», «Aspettiamo giustizia da 4 anni», «Vergogna»

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FERRARA - Ennesimo rinvio al processo per il “buco” di 12 milioni dell’ex broker ferrarese di Mediolanum, Raffaele Mazzoni. Oggi era attesa la sentenza, attesa ormai da 6 mesi, e rinviata per la terza volta, ma un disguido tra procura di Ferrara e procura generale per l’applicazione all’udienza di oggi, del pm Nicola Proto che aveva condotto inchiesta e processo e chiesto 9 anni di carcere (quasi un anno fa) ma trasferito dalla primavera a Bologna.

Proto non c’era in aula, il pm in aula non conosceva il processo e pertanto il tutto è stato rinviato al 19 gennaio prossimo.  Innescando le reazioni di quasi un centinaio di risparmiatori, parti civili: «No», «Basta», «Non ne possiamo più», «Aspettiamo da 4 anni», «Io no resto in aula me ne vado», «Vergogna».
Il giudice Landolfi ha spiegato ai tanti risparmiatori in aula (oltre un centinaio) le ragioni dell’ennesimo rinvio, primo tra tutti che le repliche dell’accusa erano tutte favore delle parti civili, dei risparmiatori.


Ricordiamo che molti risparmiatori sono costituiti con il Codacons che ha chiesto risarcimenti per 10 milioni di euro, mentre Mediolanum ha risarcito solo in parte molti risparmiatori ed è chiamata in causa al processo come responsabile civile.

I risparmiatori costituiti parte civile sono circa 250 degli oltre mille che aveva in portafoglio. Il caso era scoppiato nel gennaio del 2013, quando Mazzoni si era reso irreperibile e i suoi clienti avevano scoperto che i loro risparmi erano spariti.

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