Residence Regina Mare, arrivano le condanne per le costruzioni a Lido Pomposa
Un anno di pena e sequestro dei 72 immobili invenduti degli oltre 300 costruiti negli anni
FERRARA. Il giudice Alessandra Testoni ha condannato alla pena di un anno i tre imputati chiamati a rispondere del Residence Regina Mare, considerato un colossale abuso edilizio su sei ettari di costa a Lido Pomposa. Massimiliano Tomasi, committente ed esecutore dei lavori (le società proprietarie sono del Gruppo Tomasi Case), Guido Zarattini (progettista lavori, tecnico privato) e Antonio Pini, dirigente Comune di Comacchio (tecnico pubblico) sono stati condannati questa mattina.
L’accusa nella precedente udienza aveva chiesto un anno e mezzo di pena. Il giudice ha confermato il sequestro conservativo, come richiesto dall’accusa, di una parte del residence in questione. Il sequestro interessa non tutto lo stabile ma solo i 72 immobili ancora invenduti dei 320 appartamenti costruiti negli anni. I proprietari degli altri non saranno dunque coinvolti. Gli avvocati difensori del Gruppo Tomasi Case, hanno parlato di una “sentenza ingiusta” alla quale, “una volta lette le motivazioni, faremo ricorso”. Ted Tomasi, presente alla lettura della sentenza ha poi aggiunto: i nostri clienti non saranno interessati e coinvolti da questa sentenza.
Un processo difficilissimo quello che si è chiuso questa mattina. Il giudice Alessandra Testoni ha dovuto sintetizzare due anni di indagini di procura e finanza e soprattutto districarsi nel vespaio di norme in materia amministrativa, sulle quali è nato il processo: tra piano regionale (Ptpr), piano provinciale (Ptcp) e i Pue (piani urbanistici esecutivi) votati dallo stesso consiglio comunale di Comacchio e poi approvati dalla stessa Provincia di Ferrara, in contrasto con le violazioni al centro del processo del proprio piano provinciale, sulla base delle quali l'accusa sostiene vi sia stato l'abuso edilizio. La difesa ha sempre ribadito il rispetto delle norme e ha parlato di colossale abbaglio perché tutto in regola. La sentenza di oggi ha stabilito il contrario.
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