Le mille vite del 'Palazzo della Ragione'
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Lo storico Francesco Scafuri Galleria Matteotti sará riqualificata, intervista allo storico Francesco Scafuri
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Oggi è conosciuto dai giovani come il "palazzo del Mc Donald's", ma un tempo era il "palazzo della Ragione". E' stata firmata recentemente la convenzione tra Comune e proprietari, che consentirá la riqualificazione della Galleria Matteotti. L'intervento terrá conto dell'immagine novecentesca della struttura, così come fu realizzata negli anni '50 nel luogo in cui sorgeva il Palazzo della Ragione. Ma molte sono le domande che sono sorte in relazione alla storia dell'edificio, che affonda le sue origini nel Medioevo. Alcuni quesiti li abbiamo girati a Francesco Scafuri, responsabile Ufficio Ricerche Storiche del Comune e vicepresidente della Ferrariae Decus, per un tuffo nel passato utile per capire meglio il presente. Sappiamo che il palazzo dove si trova la Galleria Matteotti un tempo era il palazzo della Ragione. Ci puó dire qualcosa sulle sue origini? «Il Palazzo della Ragione era l'antico tribunale dove, tra l'altro, si rendeva giustizia e si leggevano le sentenze; fu costruito nel 1325-26. Parte integrante del complesso era la torre dei Ribelli (1274), che insisteva nell'angolo di via San Romano, nonché il palazzo dei Notai (più arretrato e più basso rispetto all'edificio principale), che si trovava verso l'attuale corso Porta Reno». L'edificio era destinato anche a scopi commerciali? «Certo, sotto i loggiati del palazzo della Ragione fin dal periodo medievale c'erano, per esempio, delle botteghe di argentieri, drappieri, cimatori, sartori e cappellai. Successivamente furono concessi degli spazi per le bancarelle davanti al porticato, che nel tempo assunsero le caratteristiche di bassi fabbricati in legname e muratura, come testimoniano le iconografie degli inizi del '500. Le piccole costruzioni vennero demolite attorno al 1830». E' vero che fu trasformato più volte nei secoli? E se sì perché? «Il palazzo della Ragione venne decorato con fregi policromi per volontá di Ercole I d'Este in occasione delle proprie nozze con Eleonora d'Aragona, ma nel 1512 fu interessato da un grave incendio, quindi completamente ristrutturato due anni dopo. Danneggiato dal terremoto del 1570, divenne poi sede del foro civile e penale, quindi adibito a carcere nel periodo napoleonico e fino al 1815, anche perché a causa delle condizioni precarie il tribunale si era trasferito nell'ex collegio dei Gesuiti in Borgo dei Leoni. Di nuovo destinato a tribunale, siccome dava segni di instabilitá venne trasformato tra il 1831 e il 1840 in stile neo-gotico su progetto dell'architetto comunale Giovanni Tosi, infine, distrutto quasi interamente da un incendio nell'aprile 1945. Perció il palazzo che vediamo oggi è stato rifatto. Si, tra il 1954 e il 1956, proprio sulle macerie dell'ex Palazzo della Ragione. Il nuovo edificio, progettato dall'architetto romano Marcello Piacentini (1881-1960), fu oggetto di aspre critiche da parte di molti studiosi, tanto che Bruno Zevi lo definì «lo stupro di Ferrara»; alcuni, invece, tendono a mettere in evidenza gli spunti positivi, anche a proposito della Galleria Matteotti, dove pilastri e soffitti evocano il migliore repertorio romano dell'architetto. L'edificio odierno ricorda solo vagamente il palazzo della Ragione, di cui si conservó in parte il loggiato con le arcate gotiche restaurate, oltre all'altezza del prospetto. Nel nuovo palazzo trovarono subito sede negozi, uffici e, fino al 1994, anche i magazzini Upim. Durante l'abbattimento del rudere trecentesco, che come ho accennato era giá stato trasformato nell '800, vennero alla luce i resti dell'antica torre dei Ribelli, così Piacentini ne ripropose il volume architettonico, ma secondo uno schema estremamente semplice e moderno».
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