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Ricordi e fantasie dell’infanzia svelano Patrizio Bianchi

COPPARO Metti una sera a teatro tra ricordi d'infanzia e racconti di fantasia, parto della mente e dei sentimenti. E' quella trascorsa venerdì al teatro De Micheli di Copparo che ha riscosso il...

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Metti una sera a teatro tra ricordi d'infanzia e racconti di fantasia, parto della mente e dei sentimenti. E' quella trascorsa venerdì al teatro De Micheli di Copparo che ha riscosso il plauso del pubblico in sala con l'anteprima nazionale della presentazione del libro (edito in una bella vesta grafica da Corbo editore) e dello spettacolo “La zucca, i coriandoli e la strega cicciona”. Autore è l'economista, docente universitario Patrizio Bianchi (con prestigiosi studi economici a Londra, dal 2004 al 2010 ha ricoperto anche la carica di Magnifico Rettore dell'Università di Ferrara) dallo scorso anno assessore a Formazione professionale, università e ricerca, lavoro della Regione Emilia Romagna.

Qui l'esperto di cifre e sviluppo si è cimentato nell'inedita veste di scrittore di fantasia, perché, ha detto ai presenti, rispondendo alle domande di Patrizia Lucchini ("Si giocava assieme da bambini in parrocchia a Copparo", ha detto le responsabile della Biblioteca cittadina) a scrivere «ci si diverte tantissimo. E i personaggi di fantasia, ricordando anche i racconti che mi faceva una zia ad Ambrogio, a un certo punto vanno per conto loro».

Dal libro alla scena: le letture di alcuni racconti sono state eseguite da un lettore 'contadino', Marcello Brondi, e dal lettore 'angelico', Giuliano Giubelli, che sono stati accompagnati da struggenti brani musicali scritti per l'occasione da Roberto Manuzzi, eseguiti dall'autore con la fisarmonica e il sax con grande maestria, con al pianoforte l'altrettanto bravo Teo Ciavarella.

Quindi racconti di "quando le sere d'inverno" come si diceva, quando la nebbia era una specie di coltre ghiacciata, o nelle sere estive afose. Storie di quando c'erano Bartali e Coppi, in quattro periodi fin dal dopoguerra, ma andando anche ai ricordi della guerra. Quindi Bianchi, che è appunto copparese, ha narrato e ridato vita al paese dell'infanzia e della sua adolescenza, con piccole storie che inseguono la Storia, fino ai giorni della speranza di crescita di un paese (c'è stato anche il famoso boom degli anni '60) fino alle disillusioni e alla ricerca di una nuova prospettiva.

Ma anche ridendo di personaggi inventati: da un possidente di campagna che trasforma la propria grande villa via via in una sorta di harem padano ma tutto con i crismi di legge e religiosi. Poi la zucca, tra i simboli culinari della nostra terra, o un'esilarante strega cicciona di Consandolo, talmente grassa (e bruttissima come da manuale per una vera strega) da non uscire dal camino per essere lanciata sulla luna: ma poi ci riesce il mago compagno con arti di stregoneria.

Si è scoperto così un Patrizio Bianchi inedito, il suo lato intimo e personale, lontano dai tanti ruoli istituzionali che ha ricoperto e tutt’ora ricopre.

Franco Corli

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