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Dai cognomi la mappa delle migrazioni degli italiani in patria

Dai cognomi la mappa delle migrazioni degli italiani in patria

Lo studio dell’antropologo ferrarese Manni, ora a Parigi, pubblicato dalla rivista statunitense “Human biology”

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FERRARA. La rivoluzione industriale di fine '800 e il boom economico degli anni Cinquanta sono due periodi storici che hanno costituito enormi cambiamenti nella società anche perché, oltre alle innovazioni tecniche e lavorative, culture, tradizioni, usanze e contesti si sono mescolati in seguito a poderose ondate migratorie. Ma non sono questi gli unici casi di migrazione sul suolo nazionale, ce ne sono stati molti altri e, anche se minori, hanno contribuito a trasformare il volto del Paese. Franz Manni, genetista e antropologo ferrarese (ora lavora a Parigi), ha compiuto una ricerca scientifica con la quale ricostruisce cinque secoli di migrazioni interne grazie ad un incredibile ricerca sui cognomi. La rivista americana “Human biology”, ha appena pubblicato uno studio che partendo dal nome, anzi dal cognome, racconta dove sono andati gli italiani. «Ho studiato biologia e svolto un dottorato in genetica all'Università di Ferrara - racconta Manni -. Mi sono sempre interessato di cognomi e dialetti. Quando sono arrivato in Francia ho trovato un metodo con il quale poter risalire all'origine geografica dei cognomi senza dover però ricercarli uno ad uno. Dopo un primo studio effettuato sui cognomi olandesi ho cominciato con quelli italiani». La ricerca chiamata “Gli eterni spostamenti del signor Pinco Pallino”, vuole dare un'immagine generale dei viaggi degli italiani da una provincia all'altra; non si focalizza sulla storia dei cognomi ma attraverso essi è capace di fornire una mappatura degli spostamenti. «Prendiamo il caso di Ferrara - prosegue Manni -, dal Rinascimento ad oggi il territorio ha perso popolazione più che aumentarla. Molta gente è partita e molta altra è arrivata; diciamo che si la componente di arrivi e partenze si bilancia bene e il ceppo ferrarese è ancora solido. I flussi migratori della Provincia ferrarese sono abbastanza simili a quelli di Piacenza e Reggio Emilia; è una caratteristica della Regione». Agli antipodi ci sono Roma e Lecce. La prima è la Provincia in testa nella classifica delle province più attrattive da cui nessuno si muove ma in cui tutti vanno; mentre la seconda, è quella che ha diffuso di più i suoi cognomi nel resto d'Italia e che meno ne ha raccolti. Bolzano è l'emblema della città in cui nessuno si trasferisce ma da cui neppure nessuno se ne va. «Dal 2000 vivo e lavoro in Francia. Avevo voglia di vivere in una grande città e Parigi mi affascinava - e conclude -. Italo Barrai è stato il mio insegnante all'università di Ferrara e tutto quello che faccio, me l'ha insegnato lui».

Samuele Govoni

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