Il fondatore di Wall Street racconta i suoi anni a Ferrara
Tiziano Peccenini è tornato nella sua città e oggi sarà ospite di Unindustria «I giovani devono avere consapevolezza dei problemi e delle idee valide»
FERRARA. Luigi Tiziano Peccenini, detto “Pecce”, quarant’anni fa fondava il Wall Street Institute. Grazie ai suoi metodi innovativi, la scuola di lingua è diventata famosa in tutto il mondo, con centinaia di sedi dislocate in 27 Paesi. «Ho avuto un’infanzia felice, anche se giocavo con le palle di carta da bambino, nel dopoguerra», ha affermato il fondatore che proprio in questi giorni si trova a Ferrara, sua città natale, per incontri e conferenze.
Dopo tanto tempo lontano dalla città, si sente ancora ferrarese?
«Ho lasciato Ferrara nel ’61 per trasferirmi a Milano e, salvo qualche breve passaggio, non vi sono più tornato. Ma io sono profondamente legato alle mie radici e di questo sono felice perché creano un’identità. Prima di sentirmi italiano mi sento ferrarese e dopo cinquant’anni so ancora parlare il dialetto. In questa settimana di permanenza voglio restituire alla città ciò che ho avuto stando all’estero; credo sia un segno di gratitudine e di appartenenza».
Lei ha girato il mondo, cosa pensa dei giovani che devono lasciare il Paese per seguire le loro aspirazioni?
«La storia è ciclica; ci sono momenti di crisi e prosperità. Purtroppo i governi non possono sempre risolvere tutto, tocca anche a noi e forse tra qualche anno le cose cambieranno; forse i giovani non dovranno più andare all’estero».
Nei momenti bui ha saputo rialzarsi perché veniva dalla povertà del dopoguerra, una povertà che le nuove generazioni non conoscono. Per loro la crisi è insuperabile?
«Ci sono ancora i giovani agiati che non sentono i problemi ma la classe media, quella che oggi scivola e fa fatica, soffre. I giovani dovranno patire, e trovare la forza per ricominciare dopo questa crisi; forse oggi non abbiamo ancora toccato il fondo ma si sta prendendo consapevolezza di un fatto: la vita è cambiata. Quando sono fallito avevo 46 anni, ma non mi sono abbattuto anche se ero a terra. L’importante è avere carattere e, naturalmente, le idee per rilanciare un discorso».
Wall Street Insitute è nato nel ’72 in un bar di Milano, come ha avuto l’idea?
«Quando si lancia un nuovo progetto non si sa mai come finirà eppure avevo lo spirito per fare qualcosa di nuovo. Nel ’68 avevo fondato la Computex, è stata la prima azienda (in tutta Italia) di formazione per calcolatori che era visto come “il mestiere del futuro” ; da lì, sviluppando nuovi sistemi e metodi di insegnamento è nato il Wall Street Institute».
Oggi, alle 16, Peccenini, ad Unindustria consegnerà tre borse di studio: una ad una neodiplomata del liceo Ariosto, promossa con il massimo dei voti, e due ad altrettanti dottorandi del dipartimento di Economia di Unife. Venerdì, poi, alle 17.30 si terrà anche un appuntamento alla libreria Feltrinelli di via Garibaldi, dove “Pecce” incontrerà il pubblico per raccontare della sua vita, delle esperienze e dei percorsi che l’hanno contraddistinta.
Samuele Govoni
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