Il sottopasso ferroviario che fa infuriare i residenti
Portomaggiore, il Comune non completa il raccordo e i cittadini protestano «Ci sentiamo abbandonati». Polemica col sindaco sui costi per i lavori
PORTOMAGGIORE. Da quanto è stato realizzato il sottopasso ferroviario di Portomaggiore, con chiusura del passaggio a livello che univa via Cesare Battisti (il viale della stazione ferroviaria) con via Di Vittorio e via Delle Anime, il quartiere Nord-Ovest si è sentito sempre più abbandonato. E da quando la giunta comunale ha deciso di non realizzare la parte mancante del sottopasso pedonale ferroviario dopo i lavori di sistemazione della stazione portuense, i cittadini hanno iniziato ad alzare la voce in segno di protesta.
«Il sindaco - spiegano Andrea Bergamini e Natale Mantegna, residenti in via Delle Anime nella periferia di Portomaggiore - ha detto che i lavori di completamento del sottopasso, che congiunge la stazione ai binari più esterni e avrebbe unito di nuovo via Battisti a via Di Vittorio, almeno per i pedoni, sarebbero costati 500 mila euro. Mi pare una cifra inverosimile. Per congiungere la rampa esistente ed unirla all'altra strada sotto i binari sarebbe servito uno scavo di ulteriori 4 metri. Anche l'assessore Tavassi aveva promesso di realizzare quel tratto a carico del Comune. Poi, ha fatto retromarcia. Per un allacciamento del genere, alcune persone competenti hanno parlato di 20-30 mila euro».
Il passaggio era stato chiesto dai cittadini provenienti da Portorotta e Quartiere, che sono costretti ad utilizzare il sottopasso, spesso sporco e in pessime condizioni: ragnatele, erbacce e mancata tinteggiatura. «Ho segnalato - spiega ancora Bergamini - le condizioni della struttura a PortoInforma. Ma non si sono visti risultati. Il mancato allaccio crea alla zona una forte svalutazione immobiliare».
La cosa più grave rimane il pericolosissimo passaggio abusivo tra i binari, proprio in corrispondenza del parco nato alla chiusura del passaggio a livello. L'ingresso dalla parte di via Delle Anime è nascosto dalla vegetazione, come del resto gli stessi arbusti non permettono di verificare visivamente l'arrivo di un treno. Da via Battisti si accede attraverso un taglio della recinzione fino a giungere nel parchetto adiacente alla stazione.
«La mattina passano italiani ed immigrati. Questi ultimi, però, per non dover fare il giro lungo, passano coi bambini, che vengono portati agli asili comunali».
La "mancata" sicurezza dei binari va di pari passo con la velocità eccessiva del rettilineo tra la zona artigianale e le ultime case, senza dimenticare che i marciapiedi previsti non sono stati completati. «Non abbiamo mai visto una pattuglia dei vigili urbani posizionarsi con velox o tele laser. Eppure sono al corrente della questione da tempo. Infine, l'area cassonetti dei rifiuti è perennemente utilizzata da abusivi che scaricano durante la notte, depositando materassi, elettrodomestici, mobili e gomme».
Enrico Menegatti
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