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Il fiato sul collo del giornale «Per noi è stimolo a far bene»

Il fiato sul collo del giornale «Per noi è stimolo a far bene»

L’assessore Marattin riconosce il ruolo positivo dell’informazione in regime concorrenziale E nella festa della Sala degli Stemmi Zappaterra (Provincia) ‘cede’ il Castello al Comune

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Molti degli ospiti della giornata inaugurale del 25º della Nuova Ferrara, ieri pomeriggio alla Sala degli Stemmi del Castello, erano lì per ascoltare Carlo De Benedetti. Il presidente del gruppo l’Espresso, è stato però bloccato da una indisposizione dell’ultima ora, e quindi il dibattito sul ruolo e sulle prospettive dell’informazione si è concentrato sulla realtà locale. Il presidente della Provincia, Marcella Zappaterra, dopo un duetto con il direttore della Nuova, Stefano Scansani («non sarà la mia ultima uscita pubblica, andremo avanti per un certo periodo però gratis»), ha avviato il ragionamento: «Questo è un momento di riflessione utile a tutti. I grandi giornali hanno inciso sulla realtà nazionale, quelli locali hanno sempre accompagnato lo sviluppo del territorio. Le presentazioni in contemporanea dell’Atlante ferrarese e del libro fotografico L’Ultimo Novecento, sono significative, perché permettono di coniugare la conoscenza della nostra storia con quella del territorio. Siamo orgogliosi di aver ospitato questo evento nella Sala degli Stemmi, l’intero sistema dell’informazione - è il richiamo di Zappaterra - è fondamentale per la costruzione di una coscienza collettiva, sempre che non si limiti a spiare il contesto locale dal buco della serratura».

La staffetta al microfono ha in un certo senso anticipato quanto succederà da giugno, con la trasformazione delle Province in enti di secondo grado e il passaggio del loro patrimonio, Castello compreso, quasi certamente ai Comuni. «Forse il qui presente assessore Luigi Marattin e il suo collega Massimo Maisto litigheranno per chi deve gestire questo patrimonio» è la battuta del presidente della Provincia, «potrei rispondere con un’altra battuta, #marcellastaiserena, se non fosse che ultimamente non porta bene» è stata la risposta a tono dell’ultra-renziano assessore al Bilancio, con riferimento al tormentone delle rassicurazioni di Renzi all’ex premier Letta.

Entrando nel tema della giornata, Marattin ha rivelato tre motivi per i quali si sente di dover ringraziare la Nuova: «Per la prima prendo in prestito una frase di Gramsci pensata per la scuola, ma che si può adattare ad un giornale: serve a formare chi dirige e chi controlla chi dirige. Noi amministratori ci sentiamo il fiato sul collo dell’informazione, ed è uno stimolo a far bene. Il secondo motivo è che il 4 aprile ’89 si ruppe un monopolio, quello dei giornali locali, e per la mia formazione la concorrenza è sempre un fatto positivo. Il terzo motivo è l’impegno che viene messo per distinguere i fatti dalle opinioni, e queste ultime dalle autentiche cialtronerie che vediamo circolare spesso sul web. Non tutte le opinioni possono avere la stessa dignità».

A mettere la chiosa sulla giornata è stato Luigi Vicinanza, direttore editoriale della Finegil, che edita questo giornale: «Per un giornale 25 anni è un traguardo per nulla scontato. Il successo della Nuova è la testimonianza di un radicamento molto forte. Il giornale è un prodotto artigianale che ha dei ritmi industriali ben precisi, e ogni giorno i lettori ci puntano. Identità, appartenenza e utilità sono i tre fattori fondamentali per il nostro lavoro». Appuntamento per il trentesimo.

Stefano Ciervo

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